Il quarto punto cardinale della fede cristiana (Atti 2:1-21)

Uno dei fatti più significativi della storia del popolo di Dio, avvenuto dopo il ritorno del Salvatore Gesù Cristo presso Dio Padre, e che potremmo chiamare uno dei punti cardinali della fede cristiana, è quello che va sotto il nome di Pentecoste. La chiesa cristiana nel corso dei secoli ha visto la Pentecoste come uno degli avvenimenti fondamentali della sua storia e da celebrare accanto a quello della Nascita di Gesù (il Natale), la Sua sofferenza, morte in croce e risurrezione dai morti (la Pasqua), e la Sua Ascensione al cielo. Perché la Pentecoste è significativa? E’ quello che oggi consideriamo.

Quanto avvenne nel giorno della Pentecoste ci viene raccontato dal libro degli Atti degli Apostoli al capitolo 2. Ne leggeremo i primi 20 versetti.

La discesa dello Spirito Santo. “Come giunse il giorno della Pentecoste, essi erano tutti riuniti con una sola mente nello stesso luogo. E all’improvviso venne dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, e riempì tutta la casa dove essi sedevano. E apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano, e andarono a posarsi su ciascuno di loro. Così furono tutti ripieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro di esprimersi. Or a Gerusalemme dimoravano dei Giudei, uomini pii, da ogni nazione sotto il cielo. Quando si fece quel suono, la folla si radunò e fu confusa, perché ciascuno di loro li udiva parlare nella sua propria lingua. E tutti stupivano e si meravigliavano, e si dicevano l’un l’altro: «Ecco, non sono Galilei tutti questi che parlano? Come mai ciascuno di noi li ode parlare nella propria lingua natìa? Noi Parti, Medi, Elamiti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadocia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle parti della Libia che è di fronte a Cirene e noi residenti di passaggio da Roma, Giudei e proseliti, Cretesi ed Arabi, li udiamo parlare delle grandi cose di Dio nelle nostre lingue!». E tutti stupivano ed erano perplessi, e si dicevano l’un l’altro: «Che vuol dire questo?». Altri invece li schernivano e dicevano: «Sono ripieni di vin dolce!». Ma Pietro si alzò in piedi con gli undici e ad alta voce parlò loro: «Giudei e voi tutti che abitate in Gerusalemme, vi sia noto questo e prestate attenzione alle mie parole. Costoro non sono ubriachi, come voi ritenete, poiché è solo la terza ora del giorno. Ma questo è ciò che fu detto dal profeta Gioele: “E avverrà negli ultimi giorni, dice Dio, che spanderò del mio Spirito sopra ogni carne; e i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri giovani avranno delle visioni e i vostri vecchi sogneranno dei sogni. In quei giorni spanderò del mio Spirito sopra i miei servi e sopra le mie serve, e profetizzeranno. E farò prodigi su nel cielo e segni giù sulla terra: sangue, fuoco e vapore di fumo. Il sole sarà mutato in tenebre e la luna in sangue, prima che venga il grande e glorioso giorno del Signore. E avverrà che chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato” (Atti 2:1-21).

Il giorno della Pentecoste era già una delle tradizionali festività di Israele: essa era la “festa delle settimane”, una festa di riconoscenza per il primo raccolto della stagione, sette settimane (cioè il cinquantesimo giorno) dopo la Pasqua. Nel Giudaismo era pure considerata l’anniversario della promulgazione del Decalogo sul Monte Sinai ed era celebrata con grande affluenza di gente, non solo ebrei, ma pure di simpatizzanti della fede d’Israele. In esatta corrispondenza con questa festa tradizionale, cinquanta giorni dopo la risurrezione del Signore Gesù, per i Suoi discepoli e per la popolazione di Gerusalemme, accade qualcosa che segnerà una svolta epocale per tutta la storia del popolo di Dio.

Quel giorno troviamo i discepoli di Gesù in una casa di Gerusalemme che, riuniti in preghiera, attendono qualcosa che ancora non sanno bene definire, ma che Gesù aveva loro promesso. I discepoli di Gesù avrebbero avuto l’esperienza di una speciale e potente operazione dello Spirito di Dio che avrebbe trasformato del tutto la loro vita. Sarebbe stato l’attuazione di ciò che il profeta Gioele aveva anticamente annunciato – fenomeni straordinari preludio del potente irrompere del Regno di Dio in tutto il mondo. E’ così che la Pentecoste segna l’inizio di quelli che, nella Scrittura, sono chiamati “gli ultimi tempi” dei piani e dei progetti eterni di Dio.

Quando i discepoli di Gesù vengono investiti da questa speciale e potente influenza dello Spirito di Dio, essi ricevono “il dono delle lingue”, quello che permette loro di comunicare efficacemente quel che riguarda Gesù di Nazareth, l’Evangelo, a gente di lingue e nazioni differenti. Esso prefigura l’inizio del giorno in cui Dio raccoglierà, per far parte del Suo popolo, persone da tutto il mondo, come oggi noi vediamo oggi. La Pentecoste, così inverte ciò che era avvenuto alla Torre di Babele. Quando l’umanità aveva voluto trovare la sua unità sfidando Dio ed indipendentemente da Lui, era finita solo nel caos. L’unità autentica, però, si realizza quando è opera di Dio, in comunione ed armonia con Lui e con i Suoi eterni propositi.

Lo Spirito Santo di Dio scende a Pentecoste sui discepoli di Gesù e fa di un piccolo gruppo di persone spaventate, frustrate e confuse, una comunità impegnata a diffondere, con la Parola ed i fatti, l’Evangelo di Gesù Cristo per il mondo intero, per annunciare che, con Gesù ed in Gesù il Regno di Dio ha fatto irruzione in questo mondo che gli è ribelle, vi si stabilisce e si diffonderà fino al compimento finale.

Ciò che avviene a Pentecoste è veramente qualcosa di nuovo. E’ una tappa fondamentale e finale dei propositi di Dio, o “storia della salvezza”, i cui effetti sono ben visibili a chi ha occhi per vedere. Gesù l’aveva predetto: “Questo vangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo, affinché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; allora verrà la fine” (Matteo 24:14). Quando l’apostolo Pietro fa quel suo discorso a Pentecoste, egli è ben consapevole di stare vivendo l’ultima fase, quella finale, della storia della salvezza, gli “ultimi tempi”. Nella prospettiva del Nuovo Testamento, infatti, è la predicazione dell’Evangelo di Gesù Cristo che segna “i giorni della fine”, della fine della sua rivolta contro Dio.

La predicazione dell’Evangelo è indubbiamente “giorni di giudizio”. Con la Pentecoste, dopo ll’ascensione di Cristo, è entrata in questo mondo la speciale presenza dello Spirito di Dio promesso da Gesù stesso. Egli, infatti, aveva detto: “Quando sarà venuto, convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio. Quanto al peccato, perché non credono in me; quanto alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato” (Giovanni 16:8-11). L’andazzo di rovina e di morte di questo mondo è denunciato, messo allo scoperto, o giudicato, così com’è giudicata la vita di ciascuno di noi quando è vissuta senza Dio e trasgredendo alla Sua volontà rivelata. Il giudizio implica un’inappellabile sentenza di condanna, giusta ed eseguibile prontamente. Non sorprende che vi sia chi dice che non vuole udire la predicazione dell’Evangelo (quello autentico)! Perché? Perché essa lo mette in crisi e da essa si sente giudicato! Non può essere diversamente! Questa è l’epoca dello Spirito, epoca di personali e necessarie “apocalissi”!

Però… voi che avete accolto il Salvatore Gesù Cristo nella vostra vita avete già vissuto il momento del giudizio e ne siete usciti indenni! Certo, siete stati dichiarati colpevoli e passibili, da parte di Dio, di una giusta condanna. Lo avete riconosciuto onestamente come un fatto giusto e legittimo e vi siete umiliati davanti a Lui. Avete francamente accettato che chi, come voi, trasgredisce i giusti ordinamenti di Dio deve essere condannato. Solo che, in quello stesso momento, avete invocato il nome del Signore Gesù affinché sulla Sua croce egli prendesse su di Sé la vostra condanna, e Lui l’ha fatto e ne siete stati liberati. Ora potete dire:“In lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, il perdono dei peccati secondo le ricchezze della sua grazia” (Efesini 1:7); in Lui “abbiamo la libertà di accostarci a Dio, con piena fiducia, mediante la fede” (Efesini 3:12); “In lui abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati” (Colossesi 1:14).

In negativo anche per coloro che, pur avendo udito l’Evangelo di Gesù Cristo hanno tirato fuori scuse per non accettarlo, ne sono rimasti indifferenti ed ostili, o peggio, lo hanno respinto, anche per loro è venuto il giudizio. Lo dice Gesù stesso: “Il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo e gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie” (Giovanni 3:19). Dei “prodigi” sono avvenuti nel cielo (la volontà di Dio di salvare chi si fosse affidato al Salvatore Gesù Cristo). Dei “segni” sono comparsi sulla terra (i segni della grazia di Dio in Gesù Cristo: la predicazione dell’Evangelo, il Battesimo, la Santa Cena). Il sangue di Cristo è il sacrificio ultimo per il perdono dei peccati, il “fuoco” dello Spirito Santo è evidenza della possibilità di una nuova vita. Molti, però, non hanno capito questi “segni”. Per loro “il sole si è mutato in tenebra” e “la luna in sangue” perché le tenebre annunciano il giudizio. “Vapore” e “fumo” hanno oscurato loro la vista, perché “hanno preferito le tenebre alla luce”. L’avvertimento della Parola di Dio è chiaro: “Badate di non rifiutarvi d’ascoltare colui che parla; perché se non scamparono quelli, quando rifiutarono d’ascoltare colui che promulgava oracoli sulla terra, molto meno scamperemo noi, se voltiamo le spalle a colui che parla dal cielo” (Ebrei 12:25).

Con la Pentecoste è entrata in questo mondo la speciale presenza dello Spirito di Dio promesso da Gesù stesso e questi sono pure giorni dove la vita nuova è possibile, per grazia, grazie a Lui. Questi, per chi accoglie Cristo nella sua vita, sono i giorni in cui inizia un nuovo mondo, una nuova realtà, una nuova fase nella sua vita.

Sì, voi che accogliere la Persona del Signore Gesù Cristo come vostro personale Salvatore vedete la fine della vostra vecchia vita e l’inizio di una nuova. Smettete con il vostro vecchio modo di pensare per adottare quello di Cristo. Smettete il vostro vecchio modo di essere, fatto di ribellione a Dio ed alla Sua Legge santa, buona e giusta, e cominciate a vivere, per la grazia di Dio, in comunione con Lui secondo la Sua volontà rivelata. Voi che avete accolto Cristo nella vostra vita avete seppellito “l’uomo vecchio” e siete rinati a novità di vita. E’ la fine del vostro vecchio mondo, è già il vostro ingresso “in un nuovo cielo ed in una nuova terra”. Accogliendo Cristo nella vostra vita, confessando a Dio di essere vissuti lontani da Lui commettendo ciò che Dio considera peccato, siete stati da Lui perdonati ed ora cominciate “un viaggio” che non terminerà con la vostra morte fisica, ma proseguirà nella gloria di Dio. Tutto questo è possibile per la presenza attiva ed operante dello Spirito di Dio che agisce in tutti coloro che hanno affidato la loro vita al Salvatore Gesù Cristo. Scrive l’apostolo Paolo: “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove” (2 Corinzi 5:17).

Questi sono i giorni in cui tutti coloro che accolgono Cristo nella loro vita vedono lo Spirito di Dio sparso su di loro e all’opera in loro e tramite loro ed allora possono avvenire molte altre “cose straordinarie”! Allora si vedono giovani che annunciano la Parola di Dio come profeti, allora si vedono vecchi che, nonostante la loro età, hanno ancora visioni per il loro futuro e non sono più disperati. Per chi ha occhi per vedere ed orecchie per udire, questi sono davvero i giorni dello Spirito di Dio, i giorni che seguono la Pentecoste, “gli ultimi giorni”. Chiediamo a Dio in preghiera di poterlo vedere, ma anche che la potenza della Pentecoste si manifesti nel luogo dove noi dimoriamo e nel nostro tempo, se ancora non ne siamo stati testimoni, perché tutto questo è ben possibile: questo è il tempo della Pentecoste!

A Pentecoste, dopo avere udito Pietro annunciare loro l’Evangelo di Gesù Cristo, e persuasi che le cose stanno veramente come le annuncia la parola di Dio, molti si sono chiesti: “Fratelli, che cosa dobbiamo fare?”. Al che Pietro risponde: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo. Perché per voi è la promessa, per i vostri figli, e per tutti quelli che sono lontani, per quanti il Signore, nostro Dio, ne chiamerà» E con molte altre parole li scongiurava e li esortava, dicendo: «Salvatevi da questa perversa generazione»” (Atti 2:38-40). Dopodiché, la storia riporta queste conclusioni: “Quelli che accettarono la sua parola furono battezzati; e in quel giorno furono aggiunte a loro circa tremila persone” (Atti 2:41). Che questo possa avvenire anche oggi fra di noi!

PREGHIERA

Ti chiediamo espressamente, o Padre celeste, secondo le Tue promesse, in fede, il meglio dei Tuoi doni, lo Santo nella Sua pienezza. Sappiamo che è e rimarrà per sempre nella Chiesa di Cristo. che i suoi frutti possano abbondare in noi. Dio Onnipotente, in questo giorno si aprì la via della vita eterna per ogni razza e nazione mediante il dono promesso del tuo Spirito Santo: il dono che tu hai effuso in tutto il mondo con la predicazione del Vangelo, che raggiunge fino ai confini della terra; per Gesù Cristo, nostro Signore, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, un solo Dio, nei secoli dei secoli. Amen.

Domenica 31 Maggio 2020 – PentecosteLetture bibliche: Numeri 11: 24-30; 1 Corinzi 12: 3-13; Atti 2: 1-21; Giovanni 20: 19-23; Salmo 104: 25-35, 37

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