Ci vorrebbero distrarre dal “Solus Christus”! (1 Giovanni 2:18-28)

Domenica 26 ottobre 2025

[Culto completo con predicazione, 1h 1′ 30″]

[Solo predicazione, 29′ 09″]

Tempi di grande confusione

Per la maggior parte delle persone oggi è diventato molto difficile distinguere la verità dalla menzogna. Ogni giorno siamo sommersi da messaggi, notizie, opinioni, slogan… E non è facile orientarsi, perché la menzogna, oggi più che mai, non è rozza o improvvisata: è raffinata, studiata, “scientifica”, confezionata per persuadere. È propaganda — e spesso passa per “informazione”. E molti, anche fra coloro che si dicono cristiani, vi cascano, come si dice, come pere cotte: vi credono con scarso discernimento.

Viviamo indubbiamente tempi difficili, in cui la situazione internazionale e morale sembra peggiorare ogni giorno. Non pochi li considerano “gli ultimi tempi”, “gli ultimi giorni”, e danno credito a “profeti di sventura” che immaginano scenari apocalittici. Io non amo avventurarmi in speculazioni di escatologia, sulle quali è saggio mantenere prudenza ed equilibrio, conservando però una prospettiva costruttiva e fiduciosa nella provvidenza di Dio. Una cosa, però, mi è chiara: la Scrittura ci invita a vigilare, a discernere, a non credere a ogni spirito, ma a “provare gli spiriti per sapere se sono da Dio” (1 Giovanni 4:1).

L’apostolo Giovanni, nella sua prima epistola, parla del suo tempo (!) come di un periodo di grande confusione spirituale, che egli definisce “l’ultima ora”: un tempo in cui già agivano “molti anticristi”, preparando il terreno al grande inganno che un giorno avrebbe raggiunto il suo culmine. Egli si rivolgeva a credenti sinceri ma inesperti, rivolgendosi a loro con l’appellativo di  “fanciulli”, non per spaventarli, ma per risvegliarli e consolarli, ricordando loro che, pur nelle difficoltà, Cristo continua a guidare vittoriosamente il suo Regno.

E se già allora vi erano molti anticristi, pensiamo quanto rimanga importante oggi mantenere lo stesso atteggiamento di vigilanza, perché “gli anticristi” abbondano ancora di più — non solo in forme religiose, ma anche culturali, ideologiche, morali e mediatiche. Per questo la parola dell’apostolo rimane di un’attualità straordinaria: essa ci chiama a sviluppare un senso critico spirituale, un discernimento che nasce dalla comunione con Cristo e dalla fedeltà alla Sua Parola. In un mondo dove tanti “cristi alternativi” vengono proposti, siamo chiamati a tornare all’unico vero Cristo, il Figlio di Dio incarnato, crocifisso e risorto, e a vivere del suo Spirito.

Il testo biblico

Esaminiamo dunque insieme che cosa ci vuole insegnare l’apostolo Giovanni in un testo che, richiamandoci a vigilare, è anche una parola di speranza: perché, nonostante la menzogna dilagante, chi rimane in Cristo possiede la verità che libera e non sarà confuso quando Egli farà giustizia di ogni operatore d’iniquità. Ascoltiamolo.

“Fanciulli, è l’ultima ora e, come avete udito, l’anticristo deve venire e fin da ora sono sorti molti anticristi. Da ciò conosciamo che è l’ultima ora. Sono usciti di mezzo a noi, ma non erano dei nostri, perché, se fossero stati dei nostri, sarebbero rimasti con noi, ma sono usciti affinché fossero manifestati e si vedesse che non tutti sono dei nostri. Quanto a voi, avete l’unzione dal Santo e tutti avete conoscenza. Io vi ho scritto non perché non conoscete la verità, ma perché la conoscete e perché tutto ciò che è menzogna non ha a che fare con la verità. Chi è il bugiardo se non colui che nega che Gesù è il Cristo? Esso è l’anticristo, che nega il Padre e il Figlio. Chiunque nega il Figlio, non ha neppure il Padre; chi confessa il Figlio ha anche il Padre. Quanto a voi, dimori in voi ciò che avete udito dal principio. Se quel che avete udito dal principio dimora in voi, anche voi dimorerete nel Figlio e nel Padre. E questa è la promessa che egli ci ha fatta: la vita eterna. Vi ho scritto queste cose riguardo a quelli che cercano di sedurvi. Ma, quanto a voi, l’unzione che avete ricevuto da lui dimora in voi e non avete bisogno che alcuno vi insegni, ma, siccome la sua unzione vi insegna ogni cosa, è veritiera e non è menzogna, dimorate in lui come essa vi ha insegnato” (1 Giovanni 2:18-28).

“È l’ultima ora” — La prospettiva del tempo cristiano

Quando Giovanni scrive: “Fanciulli, è l’ultima ora”, non intende dire che la fine del mondo fosse imminente in senso cronologico. Nella prospettiva biblica, “l’ultima ora” è il tempo inaugurato dalla venuta di Cristo, nel quale la storia ha raggiunto il suo culmine e cammina ormai verso il compimento finale. È l’epoca in cui la luce del Regno di Dio ha già brillato, ma le tenebre non si sono ancora del tutto ritirate. L’apostolo chiama così i credenti a comprendere che vivere nell’ultima ora significa essere consapevoli di far parte di una battaglia spirituale che attraversa i secoli: la verità contro la menzogna, Cristo contro lo spirito dell’anticristo. L’espressione di Giovanni non è dunque un annuncio di catastrofe, ma un richiamo alla vigilanza: il tempo della testimonianza e della fedeltà è adesso.

Questa consapevolezza ci riguarda profondamente. Anche noi viviamo nell’“ultima ora”, e forse più che mai percepiamo l’intensità del conflitto spirituale che attraversa la storia. Non sappiamo quando Cristo ritornerà, ma sappiamo che la lotta per la verità è già in corso. È l’ora della confusione morale e dottrinale, ma anche l’ora della grazia, in cui Dio chiama il suo popolo a rimanere lucido, saldo e sereno. Invece di lasciarci prendere dall’ansia o dalla curiosità apocalittica, siamo chiamati a vivere ogni giorno come se fosse il nostro ultimo, servendo il Signore con fiducia e discernimento. “L’ultima ora” non è tempo di paura, ma di fedeltà perseverante, perché Cristo è già il Signore della storia e nulla sfugge alla sua sovrana provvidenza.

“Sono sorti molti anticristi” — Il discernimento della falsità

Quando Giovanni parla dei “molti anticristi”, si riferisce a coloro che, anche all’interno della comunità cristiana, distorcevano la verità su Gesù Cristo, negando la sua incarnazione o la sua divinità. L’“anticristo” non è solo colui che si oppone apertamente a Cristo, ma anche chi si sostituisce a Lui, proponendo un “Cristo alternativo”, un vangelo diverso. È il volto religioso della menzogna: una spiritualità che conserva le apparenze della fede ma ne svuota il contenuto. L’apostolo, con profonda lucidità, riconosce in questa falsificazione il segno stesso dell’“ultima ora”. Dove la verità viene relativizzata e Cristo ridotto a simbolo o a semplice maestro morale, lì agisce già lo spirito dell’anticristo.

E non è forse ciò che accade anche oggi? Gli “anticristi” moderni non portano necessariamente un nome religioso: si nascondono dietro ideologie, filosofie, mode culturali, perfino dietro un certo cristianesimo che ha perso il cuore dell’Evangelo. Sono quei messaggi che promettono libertà, benessere o salvezza senza la croce, senza il ravvedimento, senza la signoria di Cristo. Potrebbero anche proclamare di seguire Cristo o di essere coerenti con il messaggio biblico, ma sottilmente, spesso con abili artifici retorici, spostano l’attenzione da Lui (che dovrebbe rimanere sempre al centro dell’attenzione) a questioni che distraggono e sviano l’attenzione del cristiano su questioni secondarie, su tradizioni, dottrine discutibili e settarie assunte a dogma o, se fossero sottoposte ad un esame più approfondito, palesemente errate, facendole credere cose essenziali. Questo è il significato originale del termine “eresia”, cioè scegliere un insegnamento secondario che compare nella Bibbia e radicalizzarlo, estremizzarlo, equivocarlo, renderlo la cosa più importante e oggetto di contesa, spesso aspra. È ciò che frequentemente accade nel cattolicesimo romano, nel pentecostalismo o nel cosiddetto sionismo cristiano. La centralità del Cristo, a cui testimonia il Nuovo Testamento, viene perduta. Sono seduzioni sottili che penetra anche nelle comunità cristiane quando i credenti smettono di pensare criticamente e di fondarsi sulla Parola, studiata rigorosamente. Per questo Giovanni ci invita al discernimento spirituale, dono dello Spirito Santo e frutto della fedeltà alla verità ricevuta “fin dal principio”. Solo chi conosce il vero Cristo può riconoscere i falsi cristi, e solo chi rimane nella Parola può restare saldo quando la menzogna si traveste di luce.

L’unzione che insegna — La guida dello Spirito nella verità  

Giovanni ricorda ai credenti che non devono lasciarsi turbare dai falsi maestri, perché hanno ricevuto un’unzione dal Santo (v. 20): un chiaro riferimento allo Spirito Santo, dono di Cristo ai suoi. Lo Spirito non solo sigilla la nostra appartenenza a Dio, ma illumina la mente e il cuore per riconoscere la verità. Questa unzione, dice Giovanni, “rimane in voi” (v. 27): è una presenza costante che riguarda tutto il popolo di Dio nel suo insieme, non un’emozione passeggera. La fede cristiana non è dunque un sapere incerto, che dipende dalle mode religiose o da nuove presunte rivelazioni, ma una conoscenza viva che nasce dalla comunione con Dio. Chi è realmente nato da Dio non ha bisogno di seguire tradizioni e dottrine umane per conoscere la verità: lo Spirito stesso testimonia di Cristo nella Parola, e conferma dentro di noi ciò che è autentico.

In un’epoca come la nostra, segnata da un flusso continuo di informazioni e di “opinioni spirituali”, questa parola è indubbiamente di straordinaria attualità. Non basta avere una mente critica; occorre avere una mente consacrata, guidata dallo Spirito che rivela il vero Cristo. Molti cercano maestri che confermino le loro idee, ma il discepolo di Gesù si lascia correggere, guidare, persino contraddire dallo Spirito che parla nella Scrittura. È questo il segreto della stabilità nella fede: non l’arroganza di chi “sa tutto”, ma la docilità di chi ascolta la voce interiore di Dio. Come dice Gesù in Giovanni 16:13: “Quando sarà venuto lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità.” Questa promessa continua a essere vera per i cristiani d’oggi.

Rimanete in Lui — La perseveranza e la speranza  

Il discorso culmina nell’esortazione: “E ora, figlioli, rimanete in Lui” (v. 28). Tutto il messaggio di Giovanni si raccoglie in questa parola: rimanere. Non si tratta solo di credere una volta per tutte, ma di vivere continuamente nella comunione di Cristo, così com’è proclamato e spiegato nel Nuovo Testamento, nutrendosi di Lui nella fede, nella preghiera e nell’obbedienza. È una chiamata alla perseveranza: chi rimane in Cristo non sarà confuso, ma “avrà fiducia alla sua venuta”. L’apostolo ci porta così dalla vigilanza escatologica alla sicurezza interiore: non temere il giudizio, ma attenderlo con pace, perché il nostro giudice è il nostro Salvatore. La vera fede non vive nel panico degli ultimi tempi, ma nella serena fedeltà quotidiana.

In questo “rimanere in Lui” si racchiude il cuore della vita cristiana. È il rimedio contro la paura, la confusione e la dispersione che l’anticristo diffonde. Ogni epoca ha i suoi inganni, ma solo chi dimora realmente in Cristo resta saldo, come il tralcio nella vite. Rimanere in Lui significa coltivare una relazione viva, alimentata dalla Parola e dalla comunione fraterna. Quando il mondo diventa incerto, il credente non fugge né si esalta, ma resta radicato nel suo Signore. E in questo “restare” trova la sua libertà e la sua forza: Cristo in noi, speranza della gloria.

Conclusione — Restare nel vero Cristo  

Viviamo davvero, come diceva Giovanni, nell’“ultima ora”: non perché possiamo calcolare i tempi o prevedere gli eventi futuri, ma perché con la venuta di Cristo il tempo ultimo è già cominciato. La sua croce e la sua risurrezione hanno aperto la stagione della decisione: chi appartiene alla verità e chi si lascia sedurre dalla menzogna. Per questo l’apostolo parla con urgenza, ma anche con tenerezza: “Figlioli, è l’ultima ora.” Egli non ci vuole spaventare, ma risvegliare; non vuole che viviamo nel sospetto, ma nella lucida consapevolezza che solo Cristo è il centro e il criterio di ogni cosa.

Abbiamo visto come l’anticristo non sia solo una figura futura o un simbolo apocalittico, ma una realtà spirituale già presente: tutto ciò che nega la verità di Cristo, che la distorce, distrae da essa o la sostituisce con un surrogato religioso o ideologico, appartiene a questo spirito di menzogna. Di fronte a ciò, Giovanni non ci invita a ritirarci dal mondo, ma a rimanere radicati nella fede ricevuta e nell’impegno a testimoniare concretamente “lo stile di vita” insegnatoci da Cristo, a vivere in quella consacrazione dello Spirito che ci insegna a discernere e a custodire la verità. Come Scrive l’apostolo Giuda: “Diletti, avendo un grande desiderio di scrivervi della nostra comune salvezza, mi sono trovato costretto a farlo per esortarvi a combattere strenuamente per la fede che è stata una volta per sempre tramandata ai santi” (4).

La risposta cristiana all’inganno non è la paura, ma la perseveranza. Rimanere in Cristo significa non lasciarsi spostare, distrarre, da Lui da nessuna forza esterna o interna, ma continuare a trovare in Lui la nostra vita, la nostra gioia, la nostra luce. È in questo rimanere che maturiamo come persone di fede: non spettatori del tempo, ma testimoni del Regno che viene. Quando il mondo cambia volto e si moltiplicano le voci, noi guardiamo a un solo volto e ascoltiamo una sola voce, quella del nostro Signore Gesù Cristo.

Così, quando Egli apparirà, non saremo confusi né spaventati, ma lieti di riconoscerlo come Colui nel quale abbiamo vissuto, creduto e sperato. Perché, come scrive l’apostolo: “Se rimanete in Lui, avrete fiducia e non sarete confusi alla sua venuta.” (v. 28). Ecco la nostra sicurezza, la nostra pace, la nostra vittoria: molti anticristi sono sorti, ma un solo Cristo rimane — e noi con Lui.

Preghiamo. Signore Gesù Cristo, unico nostro Maestro e Redentore,  in mezzo a un mondo confuso, dove tante voci cercano di attirare la nostra attenzione,  fa’ che il nostro cuore rimanga saldo in Te.  Tu sei la Verità che libera, la Luce che illumina, la Vita che non delude. Donaci discernimento spirituale per riconoscere ciò che viene da Te  e per respingere con fermezza ogni menzogna mascherata da verità.  Fa’ che la Tua Parola abiti in noi, che il Tuo Spirito ci insegni,  e che il Tuo amore sia la forza che ci mantiene fedeli fino alla fine.Conservaci, o Signore, nella comunione con Te, perché, quando apparirai nella gloria, possiamo accoglierti con gioia e non con timore. A Te solo, Cristo vivente, appartengono il regno, la potenza e la gloria,  ora e nei secoli dei secoli. Amen.

Paolo Castellina, 16 ottobre 2025

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