Teologia/Teologia riformazionale/1-3-12

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1-3-12 “Il motivo della correlazione”

Una tendenza analoga verso soluzioni “relazionali” all’annosa questione dei due fattori è evidente, a un livello più teorico, in molte teologie contemporanee. Per illustrare questo punto, riflettiamo brevemente sulle opere di tre teologi riformati: G. C. Berkouwer, Hendrikus Berkhof e Harry Kuitert.

Questa questione cruciale fu oggetto di costante interesse per Berkouwer. La sua carriera teologica, che ha abbracciato oltre mezzo secolo, riflette uno spostamento di accento in tre fasi riguardo al tema “oggettività/soggettività”. Il Berkouwer della prima fase pone l’accento sull’“oggettività” della rivelazione, mentre in seguito sottolinea la sua dimensione esistenziale e “soggettiva”. Considero il Berkouwer della fase intermedia come l’espressione del culmine della sua carriera estremamente prolifica, esemplificata dalle opere principali della sua monumentale serie intitolata "Studies in Dogmatics" (Studi di dogmatica). In questi scritti, l’idea di relazionalità è strettamente intessuta nella struttura complessiva della sua teologia. Non si tratta di un’idea incidentale posta alla periferia della sua dogmatica, bensì di un concetto chiave collocato proprio al centro. Berkouwer vi fa costantemente riferimento come al "correlatie motif" (il “motivo della correlazione”). Esso funge da concetto di collegamento, situato proprio nel punto di intersezione della relazione tra Dio e l’uomo. Ha lo scopo di tenere uniti la grazia di Dio, da un lato, e la risposta di fede dell’uomo, dall’altro. Berkouwer rifiuta categoricamente di interpretare questo “motivo della correlazione” in termini di cooperazione, complementarità o competizione. Si tratta piuttosto del perno religioso, sempre presente, dell’incontro dell’uomo con il suo Creatore e Redentore; è il cardine su cui ruota l’intera dogmatica di Berkouwer.

Berkouwer non ci ha lasciato alcuna opera dedicata ai prolegomeni e, di conseguenza, nessuna spiegazione della sua metodologia di base, se non forse nel capitolo introduttivo di "Faith and Justification" (Fede e giustificazione). Tuttavia, il suo "motivo della correlazione" può essere interpretato come un passo promettente verso una dogmatica a tre fattori: Dio / "motivo della correlazione" / uomo. Eppure, questo concetto-snodo non opera in modo chiaramente strutturato. Forse ciò è dovuto all'avversione di Berkouwer per la riflessione filosofica, radicata - come egli stesso afferma - in "un sistema metafisico volto a spiegare il mondo". Di conseguenza, tale "motivo della correlazione" continua a oscillare, come se fosse ancora intrappolato nella tensione bipolare di una teologia a due fattori. Il baricentro della sua dogmatica è dunque soggetto a spostamenti significativi: da una iniziale attrazione verso il polo dell'"oggettività" a una successiva deriva verso quello della "soggettività". Nel corso di questo percorso, il "motivo della correlazione" rimane sospeso lungo la linea di forte tensione che unisce queste due grandezze polari.


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