Filosofia/Filosofia riformazionale/Significato

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Significato

Il concetto di significato nell'ambito della Filosofia Riformazionale (o Filosofia dell'Idea Cosmonomica), sviluppata in modo sistematico dal filosofo e giurista olandese Herman Dooyeweerd (1894-1977) e radicata nelle intuizioni di Abraham Kuyper, costituisce la chiave di lettura dell'intera realtà. Poiché questo termine può trarre in inganno, è bene chiarire subito, con parole semplici, di cosa stiamo parlando.

1. Attenzione: non è il "significato" delle parole

Quando nel linguaggio di tutti i giorni usiamo la parola "significato", pensiamo subito al contenuto di una frase, al senso di un gesto o al messaggio di un simbolo. Ci chiediamo: "Cosa vuole dire questa parola?". Questo è il significato semantico, legato al linguaggio e alla comunicazione.

Ebbene, quando Dooyeweerd parla di "Significato", non si riferisce a questo. Per lui il Significato è qualcosa di molto più profondo e vasto: riguarda l'essere stesso delle cose, il loro motivo di esistere. Per intenderci, è più vicino al concetto di "scopo", "direzione" o "ragione d'essere".

Un esempio aiuta a capire: un sasso, nel senso comune, non ha "significato", perché non parla, non comunica un messaggio, non è un simbolo. Eppure, nella visione riformazionale, anche il sasso è significato. Perché? Perché la sua stessa esistenza non è fine a sé stessa, ma "punta" verso Qualcuno che gliel'ha donata. Il sasso esiste perché Dio lo ha voluto, obbedisce alle leggi fisiche che Dio ha stabilito, e in questo suo esistere rimanda al suo Creatore.

2. Il Significato come essere della creazione

Nella tradizione filosofica occidentale, di origine greca, si è soliti pensare che la proprietà principale di ogni cosa sia l'"Essere", cioè il semplice fatto di esistere in modo autonomo. Dooyeweerd ribalta questa visione: la proprietà principale di ogni cosa creata è il suo Significato. Come egli scrive nella sua opera più importante: «Il significato è l'essere di tutto ciò che è stato creato e la natura stessa della nostra individualità».

Questo significa che la realtà creata non basta a sé stessa, non è autosufficiente. Non "riposa" su sé stessa, ma punta costantemente oltre sé stessa, verso Dio, nel quale trova la sua vera ragione d'essere. L'esistenza non genera il significato; al contrario, le cose esistono proprio perché hanno ricevuto un significato dal loro Creatore.

3. La radice religiosa: solo Dio è assoluto

Il Significato ha dunque una radice religiosa. Dio è l'unico essere assoluto, che esiste da Sé stesso e per Sé stesso, senza dipendere da nulla. Egli stesso "non è significato", perché non ha nessun superiore che Lo definisca o Lo limiti. Al contrario, tutto ciò che è creato è relativo, dipendente, e trova il suo compimento solo in relazione a Lui. Ogni cosa esiste per la gloria di Dio.

4. I molteplici aspetti della realtà

Per aiutarci a comprendere come questo Significato si manifesti nella vita concreta, Dooyeweerd ci invita a osservare la realtà attraverso diverse "lenti" o aspetti. Il mondo creato è ricco e sfaccettato: possiamo guardarlo dal punto di vista della quantità (i numeri), dello spazio, della fisica, della vita, del sentimento, del pensiero, della storia, del linguaggio, della società, dell'economia, dell'arte, della giustizia, della morale, e infine della fede.

Ogni aspetto è una modalità di significato. Le leggi che governano ciascun aspetto non sono invenzioni umane, ma norme stabilite da Dio per guidare il funzionamento delle cose. Una canzone, ad esempio, esiste perché funziona nell'aspetto estetico; un contratto esiste perché funziona nell'aspetto giuridico; una preghiera esiste perché funziona nell'aspetto della fede. Nessuno di questi aspetti può essere isolato o considerato il "tutto": fanno parte di una grande armonia creata da Dio.

5. Il peccato come disturbo del significato

La Bibbia ci insegna che il peccato ha introdotto una profonda distorsione nel mondo. Nella visione riformazionale, il peccato non è solo la trasgressione di una regola, ma è soprattutto un "disturbo del significato". L'uomo, allontanandosi da Dio, cerca di dare alle cose un significato diverso da quello che Dio ha stabilito. Cerca di assolutizzare un aspetto della creazione (ad esempio, il denaro, il potere, la ragione, o lo Stato), trasformandolo in un idolo. In questo modo, strappa le cose dalla loro relazione con il Creatore e le priva del loro vero significato.

6. La redenzione in Cristo

La buona notizia del'Evangelo è che Gesù Cristo è venuto per restaurare ogni cosa. Egli è l'Alfa e l'Omega, il principio e la fine, Colui che detiene la pienezza di significato di ogni cosa. La salvezza non è una fuga dal mondo, ma il rinnovamento dell'intera creazione. Quando Cristo tornerà, il Significato del creato rifulgerà nella sua perfezione originale, e ogni cosa sarà ricondotta alla sua vera destinazione: la lode del Dio Trino.

7. Esempi concreti per capire meglio

  • Il sasso e la parola: Come abbiamo visto, un sasso non ha significato semantico (non "dice" nulla), ma ha un significato ontologico (la sua esistenza rimanda a Dio). Una parola scritta, invece, possiede entrambi: ha un significato semantico (ci comunica un'idea) e un significato ontologico (la sua esistenza fisica e linguistica è un dono di Dio).
  • L'essere umano: L'uomo non si riduce a un solo aspetto. Non è solo un corpo che funziona biologicamente, né solo una mente che pensa. L'essere umano ha un "cuore", cioè una radice profonda che trascende tutti gli aspetti e lo pone in relazione diretta con Dio. Essere pienamente umani significa vivere in armonia con Dio in ogni ambito della vita: nel lavoro, nelle relazioni, nel pensiero, nell'arte, nella giustizia.
  • Le istituzioni sociali: La famiglia, la Chiesa, lo Stato, l'impresa non sono invenzioni umane arbitrarie. Ognuna ha un proprio significato, un proprio scopo, delimitato da leggi divine. Lo Stato non può sostituirsi alla famiglia, né la famiglia può sostituirsi alla Chiesa. Ogni istituzione deve riconoscere il proprio limite e rendere conto direttamente a Dio del proprio operato.

Conclusione

In sintesi, quando nella Filosofia Riformazionale si parla di "Significato", non si parla del senso delle parole, ma della natura profonda di ogni cosa: il suo essere un dono che rimanda al Donatore. Riconoscere che "il significato è l'essere di tutto ciò che è stato creato" significa abbandonare ogni pretesa di autonomia e vivere ogni aspetto della vita coram Deo, cioè davanti a Dio, sotto la signoria di Gesù Cristo, al quale ogni cosa in cielo e in terra è sottomessa.