Preghiera/Preghiere Riformatori/Affidarsi fiduciosamente a Dio

13. Affidarsi fiduciosamente a Dio 

“Rimetti la tua sorte nell'Eterno; confida in lui ed egli opererà. Egli farà risplendere la tua giustizia come la luce, il tuo diritto come il sole di mezzogiorno. Sta' in silenzio davanti all'Eterno e aspettalo; non adirarti per colui che prospera nella sua via, per l'uomo che riesce nei suoi progetti malvagi” (Salmo 37:5–7)

Nella Bibbia l’azione del credente è congiunta alla completa fiducia in Dio. Lavoriamo fedelmente credendo e confidando in Dio. Ma ascoltiamo anche la Parola di Dio nella Scrittura per conoscere la Sua volontà; guardiamo a Gesù Cristo come nostra guida nella vita e confidiamo nello Spirito Santo che ci conduca nelle vie di Dio. Facciamo affidamento sulla preghiera, chiedendo l’aiuto di Dio e ringraziando Dio per le nostre benedizioni.

Il salmista coglie questo concetto quando esorta: “Sta' in silenzio davanti all'Eterno e aspettalo” (Salmo 37:7), e “Rimetti la tua sorte nell'Eterno; confida in lui ed egli opererà” (v. 5). Poniamoci di fronte a Dio in silenzio (non è necessario sempre parlare), rimaniamo in attesa; confidiamo in Dio e affidiamo a Lui il nostro cammino, avendo fede che Dio opererà.

Henry Airay (1560-1616) ha commentato che dobbiamo “operare e fare tutto ciò che dobbiamo fare, poiché continuiamo a dipendere dalla sua provvidenza e cura del Signore su di noi, e in ogni cosa a lui con la preghiera e la supplica, con rendimento di grazie. È lui che deve benedire le nostre fatiche e dare buon fine ai nostri affari. Possiamo solo fare ciò che dobbiamo fare, e poi raccomandare tutto e noi stessi al Signore con una preghiera umile e cordiale”.

Affidiamo a Dio in preghiera noi stessi ed ogni nostra attività, confidando nella provvidenza e nella cura di Dio e facendo ciò che crediamo Dio ci chiami a fare. Questo è il ritmo della nostra vita cristiana per ogni giorno. Preghiamo, confidiamo ed operiamo!

Spunto di riflessione. Ricorda le volte in cui hai pregato per ricevere guida e aiuto, poi hai confidato di sapere ciò che Dio voleva e hai agito. Che cosa è successo?

Nota: Henry Airay ( 1560  - 6 ottobre 1616), era uno zelante predicatore, teologo e accademico anglicano calvinista. Il suo Commentario all'Epistola ai Filippesi (1618, ristampato nel 1864) è un esempio della sua predicazione davanti al college, della sua ardente denuncia del cattolicesimo romano e della sua impavida enunciazione di quel calvinismo che Oxford, insieme a tutta l'Inghilterra allora, apprezzava.