Teologia/Teologia riformazionale/1-2-10
1-2-10 La Scolastica rivisitata
Come abbiamo visto, la sintesi dualistico-dialettica di Tommaso divenne dominante dapprima nell'epoca medievale. Tornò a prevalere nel pensiero pseudo-protestante della prima età moderna, in reazione alla Controriforma. Di conseguenza, gran parte dell'eredità recuperata nel XVI secolo andò perduta nei secoli successivi.
La teologia protestante subì una forte pressione da parte di un tomismo risorgente. Ciò valse anche per la teologia sviluppata nell'ambito della Riforma riformata: anch'essa abbandonò quello stile evangelico di fare teologia – da poco riscoperto e così caratteristico dell'opera di Lutero e Calvino – per scegliere invece di contrapporre alla teologia reazionaria del cattolicesimo romano una propria teologia reazionaria. Il risultato fu la stagnazione anziché la crescita. Peggio ancora, i pensatori riformati tornarono a metodi teologici pre-riforma, radicati nelle visioni del mondo costantiniane, agostiniane e tomiste. Tra queste, il tomismo era l'opzione più immediata e pienamente sviluppata. Così, i pensatori scolastici protestanti si trovarono a contrapporre al tomismo più antico un nuovo tomismo di propria creazione. In effetti, ciò significava versare vino protestante in otri cattolico-romani. Essi si affidarono alle strutture dualistiche generali, nonché alle forme, alle categorie e ai concetti della teologia scolastica medievale. Ciò diede luogo a cicli di dibattiti apparentemente infiniti ed estenuanti sul piano spirituale, che vedevano contrapposte questa scolastica di epoca più recente e la sua versione più antica. Entrambe le parti si armarono con munizioni sorprendentemente simili: sotto il profilo strutturale, argomentazioni e contro-argomentazioni si somigliavano molto, poiché entrambe attingevano ampiamente alla logica aristotelica.
I risultati non sorprendono; hanno un sapore decisamente familiare. Riaffiorano antichi schemi di pensiero dualistici: lo schema natura/grazia, la dicotomia ragione/fede, l'antinomia natura/soprannatura. Persino la dialettica legge/vangelo, tipicamente luterana, fu spesso costretta entro questo stampo dualistico. Di conseguenza, la filosofia viene relegata a un livello inferiore, mentre alla teologia è riservato quello superiore. La teologia viene intronizzata come "regina delle scienze", con la filosofia nel ruolo di sua "ancella". La filosofia viene assorbita nella teologia naturale, la quale è resa subordinata alla teologia propriamente detta, con una funzione di sostegno. Il suo compito è gettare un fondamento razionale per la dottrina cristiana, argomentarne la plausibilità sulla base delle leggi universali della logica, verificarne la credibilità, offrire un'apologetica ragionata della fede cristiana e, in tal modo, articolare dei prolegomeni che possano fungere da sottostruttura su cui poggiare la sovrastruttura teologica.
Questo modo moderno e scolastico di fare teologia non si limitò a una singola tradizione all'interno del protestantesimo. Si affermò come un movimento di ampia diffusione, esercitando un'influenza pervasiva su tutte le principali tradizioni successive alla Riforma. La tradizione riformata non fece eccezione. Al suo interno, tale mentalità dualistica plasmò il modo in cui teologi e non teologi pensavano, parlavano e scrivevano di rivelazione generale e speciale, ragione e fede, grazia comune e speciale, legge e vangelo, patto interiore ed esteriore, corpo e anima; talvolta persino — in un'ottica dispensazionalista — di Antico e Nuovo Testamento, e certamente di filosofia e teologia, e di conseguenza del rapporto tra prolegomeni e dogmatica, nonché tra apologetica e il resto della teologia.
In effetti, "i problemi del dualismo sono i nostri problemi. Essi creano una piaga che ancora ci affligge. Il dualismo distorce la nostra lettura delle Scritture e ostacola il nostro cammino di obbedienza. Ma l'effetto più devastante del dualismo è che impone una duplice lealtà. Ci costringe a servire due padroni" (Brian J. Walsh e J. Richard Middleton, *The Transforming Vision: Shaping a Christian World View*, p. 113).
➔ Continua la lettura: 📖 Pagina successiva