Teologia/Teologia riformazionale/5-3-3

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5-3-3 Il «trattenitore» e la sua azione frenante

Con questo «uomo dell’illegalità» che agisce nell’ombra, questo «figlio della perdizione» posseduto dal demonio - l’anticristo e le sue coorti diaboliche - e con la forza cumulativa di tali anticristi e dei loro complici ostili a Cristo che tendono agguati lungo il cammino verso il regno venturo, come è possibile, di fronte a tutto ciò, che per molte persone la vita rimanga ancora vivibile, e persino piacevole e produttiva? Per rispondere a questo pressante interrogativo escatologico, Paolo indica la presenza, nella storia del mondo, di una forza che funge da freno. Per il momento, il «mistero dell’illegalità» è tenuto sotto controllo da un potere che vi si oppone. Un giorno, tuttavia, questa azione frenante avrà fine. Essere avvertiti significa essere preparati (2 Tessalonicesi 2:6-8[1])!

«È difficile cogliere il significato di Paolo in questo passo», osserva Berkouwer, «poiché egli si rivolgeva ai credenti di Tessalonica trattando una questione a loro ben nota» ("The Return of Christ", p. 125) - ma non a noi. Gli interrogativi abbondano, mentre le risposte soddisfacenti sono rare. Solo il tempo potrà dirlo.

Possiamo però affermare quanto segue: Paolo descrive questa influenza frenante sia come una forza, sia come una persona. Egli ricorda ai suoi lettori che essi sanno «cosa trattiene» il pieno scatenarsi della furia diabolica dell’anticristo. Esiste, per così dire, una diga che argina il torrente di acque impetuose che l’anticristo sta per riversare sul mondo. Questo scontro decisivo viene mantenuto in sospeso «affinché [l’anticristo] possa essere rivelato al momento opportuno». Quando il tempo di questa azione di contenimento sarà giunto al termine, avrà luogo la lotta finale, una battaglia di vita o di morte. Tale confronto risolverà in modo definitivo l’antitesi - le cui radici risalgono fino a Genesi 3 - tra il regno della luce e il regno delle tenebre. Quasi nello stesso contesto, Paolo identifica questo potere che funge da freno come una persona. «Il mistero dell’iniquità è già in atto» nel mondo; ma è all’opera anche «colui che lo trattiene». Una certa misura di amore, giustizia e pace è ancora presente tra gli uomini e le nazioni - più in un luogo, meno in un altro. Un’opera costruttiva è ancora possibile. Ciò durerà, afferma Paolo, finché colui che trattiene non si sarà tolto «di mezzo». Egli, infatti, a un certo punto si farà da parte, si ritirerà e distoglierà la sua mano che funge da freno. Quando ciò accadrà, il potere distruttivo del male sarà libero di dilagare nel mondo. Allora le forze dell’«empio» si manifesteranno in tutta la loro furia incontrollata.

I contorni generali del quadro sono piuttosto chiari, sebbene sia difficile definirne i dettagli. Secondo Berkouwer, «si può indubbiamente sostenere che l’avvento dell’uomo dell’iniquità venga ritardato dall’azione di una forza storica temporanea, pur non conoscendo la natura di tale forza» ("The Return of Christ", p. 127). Secondo Ridderbos, questa prospettiva escatologica non si riferisce tanto a «specifici fenomeni o eventi storici, quanto piuttosto - attraverso un linguaggio apocalittico - a fattori soprannaturali che determinano il contenimento degli eventi finali» ("Paul", p. 525). Sorge spontaneo un interrogativo: è possibile interpretare il ritiro di colui che funge da freno - e, con esso, il venir meno di tale contenimento - come un’indicazione escatologica del ritiro delle influenze di Dio che, nell’ambito della «grazia comune», agiscono come freno e fattore di conservazione? Ciò renderebbe l’antitesi tra bene e male netta e assoluta: l’antitesi tra chi è «a favore» e chi è «contro», tra chi rispetta il patto e chi lo infrange, tra il regno della luce e il regno delle tenebre.


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Note del commentatore

  1. ↑ "Il trattenitore", nel testo originale è ὁ κατέχων."Ora voi sapete ciò che lo trattiene, affinché sia manifestato a suo tempo. Poiché il mistero dell'empietà è già all'opera, soltanto c'è chi ora lo trattiene finché sia tolto di mezzo. Allora sarà manifestato l'empio, che il Signore Gesù distruggerà con il soffio della sua bocca e annienterà con l'apparizione della sua venuta" (2 Tessalonicesi 2:7-8). In greco: "τὸ γὰρ μυστήριον ἤδη ἐνεργεῖται τῆς ἀνομίας· μόνον ὁ κατέχων ἄρτι ἕως ἐκ μέσου γένηται. καὶ τότε ἀποκαλυφθήσεται ὁ ἄνομος, ὃν ὁ κύριος ἀνελεῖ τῷ πνεύματι τοῦ στόματος αὐτοῦ καὶ καταργήσει τῇ ἐπιφανείᾳ τῆς παρουσίας αὐτοῦ,".