Preghiera/Preghiere Riformatori/Pregare quando affrontiamo paura e afflizione

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53. Pregare quando affrontiamo paura e afflizione 

Leggere Luca 22:41-44

L’angosciata preghiera di Gesù nel giardino del Getsemani è molto toccante. Alla vigilia della sua crocifissione, con su di sé il peso dei peccati del mondo, Gesù si ritira dai suoi discepoli sul monte degli Ulivi per pregare. Prega: “Padre, se tu vuoi, allontana da me questo calice! Però non la mia volontà, ma la tua sia fatta” (Luca 22:42). La sua preghiera agonizzante significava che “Ed essendo in agonia, egli pregava ancora più intensamente e il suo sudore divenne come grosse gocce di sangue che cadevano a terra” (v. 44).

Da questo esempio di Gesù, il predicatore luterano Veit Dietrich (1506-1549) [1] ha detto che vediamo “come dovremmo comportarci quando la paura, le prove e l’afflizione sono a portata di mano”. Gesù era “addolorato e preoccupato”. La croce era davanti a lui. Ma «non si è soffermato semplicemente sui suoi problemi. Invece egli uscì, si prostrò con la faccia a terra e pregò». La sua preghiera era intensa. Ma Gesù si è affidato totalmente alla volontà di Dio.

Dietrich ha scritto che l’esempio di Gesù ci insegna “a non lasciare che l’afflizione ci disturbi così tanto da dimenticare di pregare. Infatti, quando affrontiamo la paura e l’afflizione, è molto gradito a Dio se non rinunciamo alla speranza, ma piuttosto rivolgiamo il nostro cuore verso di lui e cerchiamo da lui aiuto”.

Nei momenti in cui abbiamo più bisogno di Dio, preghiamo come ha fatto Gesù. Preghiamo quando affrontiamo la paura e l'afflizione.

Spunto di riflessione. Pensa alle volte in cui hai avuto più paura o più afflizione. Qual è stato il tuo atteggiamento? Hai pregato? Hai trovato aiuto da Dio?

Note

[1] Dietrich, Veit. Teologo luterano (Norimberga 1506 - ivi 1549); discepolo e segretario di Lutero a Wittenberg, predicò a Norimberga (1535), dove venne in conflitto con A. Osiander su questioni di rito: si opponeva all'ordinazione dei sacerdoti mediante imposizione delle mani, e all'elevazione delle specie eucaristiche durante la messa, che riteneva sopravvivenze cattoliche. Partecipò al colloquio di Ratisbona (1546) e si oppose energicamente all'introduzione nella città di Norimberga dell'interim di Augusta.