Confessioni di fede/Elvetica/00
Confessione di fede elvetica del 1566 |
Prefazione - 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22 - 23 - 24 - 25 - 26 - 27 - 28 - 29 - 30;- |
Prefazione
Ai fedeli di Cristo in Germania e anche alle altre nazioni.
I ministri delle Chiese sottoscritte in Svizzera
Imploriamo grazia e pace da Dio Padre, per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore.
Finora sono state redatte e pubblicate, soprattutto in questo tempo, da regni, nazioni e città, molte e diverse Confessioni ed esposizioni della fede, con le quali, in questo ultimo secolo, in mezzo a una così infelice proliferazione di eresie perniciose che sorgono ovunque, [le Chiese] insegnano e attestano di credere, sentire e insegnare in modo ortodosso e semplice nelle loro comunità riguardo a tutti e singoli i dogmi della fede cristiana e della nostra religione, e infine di essere del tutto estranee alla comunione con le eresie e le sette.
Noi, dunque, sebbene in precedenza abbiamo già fatto ciò nei nostri scritti pubblicati, poiché tuttavia quelli forse sono caduti nell’oblio, e poiché in vari luoghi la materia è trattata in modo così ampio che non tutti hanno il tempo di esaminarli e leggerli, spinti dall’esempio illustre di altri fedeli, cerchiamo di riassumere in questa breve esposizione e di proporre a tutti i credenti in Cristo la dottrina e l’ordinamento delle nostre Chiese, che esse hanno insegnato fin dall’inizio della Riforma, per molti anni e attraverso molte difficoltà fino a oggi, con massima concordia, e che ancora oggi custodiscono.
Allo stesso tempo attestiamo a tutti la nostra unanime intesa, che il Signore ci ha concesso, affinché nelle nostre Chiese, alle quali Egli ha voluto che servissimo, tutti parliamo la stessa cosa, e non vi siano divisioni tra noi, ma siamo un corpo unico, con la stessa mente e lo stesso sentire. Attestiamo inoltre che non diffondiamo nelle nostre Chiese quelle dottrine che alcuni nostri avversari, specialmente presso coloro a cui i nostri scritti non sono giunti e che ignorano la nostra dottrina, cercano falsamente e ingiustamente di attribuirci e imporci.
Pertanto, da questo nostro scritto i lettori imparziali comprenderanno chiaramente che non abbiamo alcuna comunione con sette ed eresie, delle quali, a questo scopo, facciamo menzione quasi in ogni capitolo, rigettandole e condannandole. Capiranno inoltre che non ci separiamo con empio scisma dalle sante Chiese di Cristo in Germania, Francia, Inghilterra e altre nazioni del mondo cristiano, ma concordiamo pienamente con tutte e ciascuna di esse in questa confessione della verità cristiana, abbracciandole con sincero amore.
Sebbene nelle diverse Chiese si riscontri una certa varietà nelle espressioni e nel modo di esporre la dottrina, così come nei riti e nelle cerimonie, e queste siano state adottate secondo le circostanze, l’opportunità e l’edificazione di ciascuna Chiesa, tuttavia ciò non ha mai fornito motivo di discordia e scisma in nessuna epoca della Chiesa. Infatti, in questo, le Chiese di Cristo hanno sempre usato la loro libertà, come si può vedere nella storia ecclesiastica. Alla pia antichità bastava il mutuo accordo nei principali dogmi della fede, nel sentire ortodosso e nella carità fraterna.
Perciò speriamo che le Chiese di Cristo, quando vedranno e riconosceranno che noi concordiamo con loro in tutto, specialmente con l’antica Chiesa apostolica, nella dottrina del santo ed eterno Dio, nel sentire ortodosso e nella carità fraterna, vorranno anch’esse concordare con noi nell’unità della fede e della dottrina, nel sentire ortodosso e nella carità fraterna.
Abbiamo pubblicato questa Confessione anche per cercare, stabilire e mantenere la pace e la concordia delle Chiese con mutuo amore presso quelle di Germania e delle altre nazioni. E siamo certi che quelle Chiese sono dotate di tale amore, sincerità e integrità che, se finora qualcosa delle nostre posizioni è stato male interpretato da alcuni, ora, ascoltata questa nostra semplice Confessione, non ci considereranno affatto eretici né condanneranno le nostre Chiese, che sono vere Chiese di Cristo, come empie.
Soprattutto, protestiamo di essere sempre pronti a spiegare più ampiamente, se richiesto, tutto ciò che qui proponiamo, e infine di cedere e sottometterci con gratitudine nel Signore a chi insegna cose migliori dalla Parola di Dio. A Lui la lode e la gloria.
Fatto il 1° marzo dell’anno 1566.
Sottoscrissero tutti i ministri delle Chiese di Cristo in Svizzera, presenti a Zurigo, Berna, Glarona, Basilea, Sciaffusa, Appenzello, San Gallo, Coira dei Reti, e nelle Chiese alleate che professano il Vangelo, di qua e di là dalle Alpi, così come a Mulhouse e Bienne. A loro si unirono anche i ministri della Chiesa di Ginevra e Neuchâtel, ecc.
Anche i ministri della Chiesa polacca nel ducato di Zator e Oświęcim approvarono questa Confessione già pubblicata, così come i ministri delle Chiese scozzesi, che il 5 settembre 1566, in una lettera al chiarissimo signor Teodoro Beza, tra l’altro dissero: *"Abbiamo tutti sottoscritto, noi che eravamo presenti in questa assemblea, e l’abbiamo sigillata con il sigillo pubblico di questa Accademia"*.
Inoltre, a Debrecen in Ungheria, il 1° settembre 1567, fu pubblicata e stampata la Confessione insieme ad alcuni articoli, dedicata al serenissimo principe e signore Giovanni II, per grazia di Dio re eletto d’Ungheria, ecc. In essa, tra l’altro, si leggono queste parole: *"Tutti i ministri delle Chiese riuniti nel santo Convegno convocato a Debrecen il 24 febbraio 1567, di qua e di là dal Tibisco, tra le altre Confessioni, abbiamo ricevuto e sottoscritto la Confessione Elvetica pubblicata nell’anno del Signore 1566, alla quale sottoscrissero anche i ministri della Chiesa di Ginevra."
Il testo riginale latino si trova a questo indirizzo.