Letteratura/Grazia che abbonda/01

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Indice generale

GRAZIA CHE ABBONDA AL PRIMO DEI PECCATORI (di John Bunyan, 1666)

Capitoli: 01 - 02 - 03 - 04 - 05 - 06 - 07 - 08 - 09 - 10 - 11 - 12

 

Prefazione


ovvero breve resoconto sulla pubblicazione di quest’opera, scritto dal suo autore, e dedicato a coloro che egli, attraverso il suo ministero nel mondo, ha recato alla fede avendolo Dio ritenuto degno di ciò.
 



Figli, la grazia sia con voi, Amen. Essendo io tenuto lontano da voi e legato a tal punto che non posso adem­piere a quel dovere che mi è stato imposto da Dio nei vostri confronti, per vostra maggior edificazione e perché vi procuriate fede e santità; tuttavia, affinché voi possiate vedere che la mia anima è piena di paterna cura e di desiderio di un vostro durevole bene spirituale, ancora una volta, come prima dalla cima di Shenir ed Hemor, così ora dall’antro dei leoni e dalle montagne de i leopardi (Cant. 4:8), mi preoccupo di voi tutti, desiderando ardentemente di vedervi arrivare sani e salvi nel porto agognato. Ringrazio Dio in memoria di voi, e mi rallegro di voi anche se sono conficcato tra i denti dei leoni e il deserto, per la grazia, la misericordia e la conoscenza di Cristo nostro Salvatore, che Dio vi ha concesso, con abbondanza di fede e di amore. Anche la vostra fame e la vostra sete di una ulteriore conoscenza del Padre in suo Figlio, la vostra tenerezza di cuore, il vostro tremare difronte al peccato, il vostro contegno sobrio e santo, sia davanti a Dio che agli uomini, mi sono di grande sollievo: “Sì, certo, voi siete il nostro vanto e la nostra gioia” (1 Ts. 2:20).

Vi mando qui unita una goccia di quel miele, che io ho tratto dalla carcassa di un leone (Gd 14:5,6,7,8). Ne ho mangiato anch’io, e ne sono stato molto ristorato; (le tentazioni, quando per la prima volta le incontriamo, sono come il leone che ruggiva a Sansone; ma se noi le superiamo, la prossima volta che le incontriamo, vi troveremo un nido di miele). I Filistei non mi compren­dono. Questo è un resoconto dell’opera di Dio sulla mia anima, dagli inizi ad ora; in esso voi potrete scorgere i miei abbattimenti e il mio risollevarmi; poiché egli ferisce, e le sue mani risanano. È scritto nelle Scritture: Il padre farà conoscere ai figli la verità di Dio (Is. 38.19). Sì, è per questa ragione che io dimoro così a lungo al Sinai (De. 4:10,11), per vedere il fuoco e la nuvola e l’oscurità, affinché io possa temere il Si­gnore tutti i giorni della mia vita sulla terra, e rac­contare ai miei figli le sue opere mirabili (Sl. 78:3,4,5).

Mosè (Nu. 33:1,2) scrisse dei vagabondaggi dei figli di Israele, dall’Egitto alla Terra di Canaan; e comandò inoltre che essi rammentassero il loro viaggio di quarant’anni nel deserto. Tu ricorderai tutto il cammino per il quale il Signore Dio tuo ti ha con­dotto per questi quarant’anni nel deserto, per umi­liarti, metterti alla prova, per sapere che cosa c’era nel tuo cuore, se tu avresti osservato i suoi coman­damenti o no (De. 8:2,3). Perciò io ho tentato di fare questo lavoro, e non solo di scriverlo, ma anche di pubblicarlo; affinché, se Dio vuole, altri possano essere incitati a ricordare che cosa egli ha fatto per le loro anime, leggendo quello che ha operato su di me.

È utile che i cristiani richiamino spesso alla mente il primo apparire della grazia nella loro anima. È una notte che deve essere messa in gran evidenza al Si­gnore, perché li ha condotti fuori della terra d’Egitto. Questa è quella notte del Signore che deve essere considerata da tutti i figli d’Israele nelle loro genera­zioni (Es. 12:42). Mio Dio, dice Davide (Sl. 42:6), la mia anima è abbattuta dentro di me; ma io ricorderò di te dalla terra del Giordano, e degli I moniti, dalla collina di Mizar. Egli rammentò anche il leone e l’orso, quando andò a combattere il gigante di Gath (1 Sa. 17:36,37).

Era consuetudine di Paolo (At. 22), anche quando fu condannato a morte (Atti 24), palesare ai suoi giudici la maniera della sua conversione; egli era solito pensare al giorno e all’ora, in cui per la prima volta incontrò la grazia, poiché trovava che questo pensiero lo sorreg­geva. Quando Dio ebbe condotto i figli d’Israele attraverso il Mar Rosso, fin nel lontano deserto, tuttavia si dovettero aggirarvisi ancora, per ricordare che lì i loi o nemici erano annegati (Nu. 14:25), poiché sebbene essi avessero prima cantato le sue lodi, dimenti­carono presto le sue opere (Sl. 106:12,13).

ln questo mio discorso, voi potete scorgere molto; molto, voglio dire, della grazia di Dio nei miei confronti; io ringrazio Dio perché la posso considerare abbondante, poiché è passata sopra ai miei peccati, e anche alle ten­tazioni di Satana. Ricordo le paure, i dubbi, e i mesi tristi, con conforto; essi sono come la testa di Golia nella mia mano. Non ci fu niente per Davide come la spada di Golia, quella spada che avrebbe dovuto essere inguainata nelle sue viscere: poiché la sola vista e il ricordo di essa gli fruttarono da Dio la liberazione. Oh, il ricordo dei miei gravi peccati, delle mie grandi tentazioni, e dei miei grandi timori di perire per sempre! Essi rinfrescano nella mia mente il ricordo del grande aiuto, del grande sostegno che ho avuto dal Cielo, e della grande grazia che Dio ha esteso a un miserabile come me.

Miei cari figli, richiamate alla vostra mente i lontani giorni, gli anni dei tempi antichi; rammentate anche i vostri canti nella notte, e comunicate strettamente con il vostro cuore (Sl. 77:5,6,7,8,9,10,11,12). Sì, guardate con diligenza, e non lasciate nessun angolo inesplorato, poiché c’è un tesoro nascosto, il tesoro della vostra prima e seconda esperienza della grazia di Dio nei vostri confronti. Rammentate, vi dico, la parola che per prima si impadronì di voi; rammentate i terrori della vostra coscienza, e il timore della morte e dell’in­ferno; ricordate anche le vostre lacrime e le preghiere a Dio: sì, come voi sospiraste sotto ogni siepe per avere misericordia. Non avete una collina di Mizar da ram­mentare? Avete dimenticato il recinto, la stalla, il gra­naio, e simili, dove Dio visitò la vostra anima? Ricor­date anche la parola, la parola, dico, sulla quale il Signore vi ha fatto sperare. Se avete peccato contro la luce, se siete tentati di bestemmiare, se siete disperati, se pensate che Dio lotti contro di voi, o se il cielo é na­scosto ai vostri occhi, ricordate che successe altrettanto al vostro padre; ma da tutte queste cose il Signore mi liberò.
Avrei potuto dilungarmi in questo mio discorso sulle mie tentazioni e sulle pene procuratemi dal peccato, come pure sulla misericordiosa gentilezza di Dio e sul suo operare sulla mia anima. Inoltre avrei potuto usare uno stile molto più elevato di questo di cui mi sono ser­vito, e avrei potuto adornare le cose più di quanto non abbia fatto, ma non ho osato. Dio non ha recitato quando mi ha convinto; il Demonio non ha recitato quando mi ha tentato ; e neppure io ho recitato quando sono precipitato in un pozzo senza fondo, quando sono stato afferrato dai tormenti dell’inferno; perciò non posso recitare quando riferisco queste cose, ma devo essere sem­plice e piano, ed esporle così come sono accadute. Quello che le gradisce, le riceva; altrimenti, faccia lui meglio di me. Addio.

Miei cari figli,
Latte e miele sono alla fine di questo deserto. Dio sia misericordioso con voi, e vi conceda di non essere pigri nel procurarvi il possesso della Terra promessa.

John Bunyan