Il se, il come e il quando della promessa di Cristo di essere oggi “in mezzo ai suoi” 

4 Settembre 2026 Paolo Castellina 0

«Dovunque due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono lì in mezzo a loro» (Matteo 18:20). Una delle promesse più conosciute e consolanti di Gesù rischia però di essere trasformata in uno slogan, come se bastasse riunirsi e pronunciare il suo nome per avere automaticamente la certezza della sua presenza e della sua approvazione. Che cosa significa essere riuniti «nel nome» di Cristo? La sua presenza può essere monopolizzata da una chiesa, da un’organizzazione o da un gruppo che pretende di parlare a suo nome? Matteo 18:20 ci invita a riscoprire la straordinaria promessa della presenza di Cristo, ma anche a prenderla sul serio: non per pretendere che Cristo approvi la nostra volontà, bensì per imparare a sottomettere la nostra volontà a lui.

Cristo, al centro di tutte le cose

28 Agosto 2026 Paolo Castellina 0

Quanto è grande il Cristo nel quale diciamo di credere? Efesini 1:7-11 ci conduce oltre una visione limitata di Gesù come nostro personale Salvatore, per mostrarci il disegno di Dio per l’intera creazione e per la storia: ricondurre e ricapitolare tutte le cose, quelle del cielo e quelle della terra, sotto un unico capo, Cristo. Partendo dal significato del testo, e richiamando anche la figura storica del Cristo Pantocratore, questa riflessione s’incentra sulla centralità universale di Cristo, sulla sua continuità con la testimonianza apostolica e sul significato di questa verità per la nostra vita. Se Cristo è il centro verso il quale Dio conduce tutte le cose, anche la nostra storia personale, con i suoi doni, la sua vocazione e il suo servizio, trova il proprio significato quando viene ricondotta a lui.

Non solo vivere, ma anche pensare cristianamente

21 Agosto 2026 Paolo Castellina 0

In Atti 17:16-32 incontriamo Paolo nel cuore della cultura del suo tempo: l’Areopago di Atene. Senza timore, egli si confronta con i filosofi epicurei e stoici e annuncia loro il Dio Creatore e, soprattutto, Cristo risorto. La fede cristiana non deve sottrarsi al confronto con il pensiero umano, ma dialogare con esso alla luce della rivelazione di Dio. Da qui nasce la necessità di pensare cristianamente: la semplicità dell’Evangelo non deve diventare superficialità, perché la maturità della fede implica anche la ricerca della sapienza. La filosofia cristiana può aiutarci a comprendere la cultura, discernere i suoi presupposti e ricondurre ogni ambito della vita alla signoria di Cristo. Il cristiano è quindi chiamato non soltanto a vivere secondo la propria fede, ma anche a pensare con rigore alla sua luce, senza vergognarsi dell’Evangelo e senza temere il confronto con la cultura del proprio tempo.

Che cosa vuol dire vivere?

14 Agosto 2026 Paolo Castellina 0

Che cosa vuol dire vivere? Vivere non significa semplicemente esistere: l’insegnamento biblico ci invita a scoprire una realtà molto più profonda. Nella conclusione della sua Prima Lettera, l’apostolo Giovanni ci conduce al cuore del messaggio cristiano: «Chi ha il Figlio ha la vita». Egli non parla soltanto della vita dopo la morte, ma della vita autentica che Dio dona già oggi a coloro che sono uniti a Gesù Cristo mediante la fede. Questa riflessione biblica esplora il significato della “vita eterna” secondo Giovanni, mostrando come essa sia un dono di Dio che trasforma il presente e apre il credente alla speranza del Regno che verrà.

La grazia ricevuta che ci trasforma

7 Agosto 2026 Paolo Castellina 0

La grazia di Dio è una delle parole più amate del vocabolario cristiano, ma anche una delle più fraintese. Per molti significa semplicemente il perdono dei peccati o la cancellazione della colpa. L’apostolo Paolo, invece, ci presenta una realtà molto più ricca e sorprendente. La grazia non soltanto salva: essa educa, trasforma, sostiene e prepara un popolo che appartiene a Cristo. In questa predicazione, basata su Tito 2:11-14, vediamo come la grazia di Dio sia la vera protagonista dell’intera vita cristiana: dall’inizio della salvezza fino alla speranza del ritorno glorioso del Signore. Un messaggio che corregge antichi e moderni equivoci e ci ricorda che l’Evangelo non è soltanto una dottrina da credere, ma la potenza di Dio che trasforma realmente le creature umane e, attraverso di esse, il mondo.