Quando “funzionare” non basta 

16 Gennaio 2026 Paolo Castellina 0

Oggi spesso molte decisioni, grandi e piccole, vengono valutate con una domanda apparentemente semplice: “Funziona?” È una domanda che riguarda la politica, la società, il lavoro, ma anche — sempre più spesso — la vita delle chiese e dei credenti. Prevale così il pragmatismo. Ci chiediamo se un metodo sia efficace, se una strategia produca risultati, se una scelta porti visibilità o consenso. Ma fermarsi qui è sufficiente? Se qualcosa funziona, è per questo anche giusto? Se produce risultati immediati, produce anche maturità spirituale e verità? E soprattutto: questo modo di valutare le cose è davvero quello che Gesù Cristo ci ha insegnato? Questa riflessione biblica non intende offrire risposte facili, ma invitare ciascuno di noi a esercitare discernimento alla luce delle Sacre Scritture, affinché impariamo a distinguere tra ciò che semplicemente pare “funzionare” e ciò che è realmente fedele all’Evangelo.

Due cortei che si incrociano, due destinazioni diverse (2 Timoteo 3:12-13)

9 Gennaio 2026 Paolo Castellina 0

Immaginate due diversi cortei che si incrociano e che vanno in direzioni opposte e con destini diversi. Il primo è una scintillante parata militare che procede con tamburi, armi e bandiere. La seconda è una processione di persone semplici, mansuete ed umili che segue un uomo che porta una croce. Stare semplicemente a vederli passare non è possibile. Dovete scegliere a quali unirvi. Dove stanno andando? Quale sarà il loro rispettivo destino? Lo vedremo oggi riflettendo su quanto l’apostolo Paolo dice in 2 Timoteo 3:12-13.

Già benedetti: vivere il tempo dalla prospettiva di Cristo (Efesini 1:3–14)

2 Gennaio 2026 Paolo Castellina 0

All’inizio di un nuovo anno ci scambiamo auguri e speranze, spesso senza saper dare veramente sostanza certa su che cosa ci aspettiamo per il tempo davanti a noi. Quali “benedizioni” diamo e ci aspettiamo? L’apostolo Paolo ci sorprende con un’affermazione radicale: in Cristo, i credenti sono già stati benedetti di ogni benedizione che conti davvero. Ma che cosa significa e soprattutto non significa? A partire da Efesini 1:3–14, questa riflessione invita a guardare il tempo, il futuro e la vita stessa dalla prospettiva di Cristo, “nei luoghi celesti”. Una parola che corregge illusioni diffuse, libera da false sicurezze e orienta il cuore verso ciò che è stabile, duraturo e fondato nella grazia di Dio. Pensieri per iniziare l’anno non semplicemente con buoni auguri, ma con una speranza solida.

La Luce che vince le tenebre   (Giovanni 1:1-14)

26 Dicembre 2025 Paolo Castellina 0

Che cosa celebriamo davvero a Natale: una tradizione culturale, un’emozione condivisa, o qualcosa di infinitamente più radicale? Questa riflessione biblica ci conduce al cuore del messaggio cristiano attraverso il Prologo del vangelo secondo Giovanni (1:1-14), dove il Natale non è presentato come un racconto romantico, ma come l’irruzione del Dio eterno nella storia umana. La Parola fatta carne, luce e vita delle persone, entra in un mondo che spesso la rifiuta, ma continua a chiamare all’accoglienza, alla fede e a una vita vissuta nella luce. Un messaggio che interpella credenti e non credenti, invitandoci a prendere sul serio Cristo, la sua identità e le conseguenze concrete della sua venuta per la nostra vita oggi.

La Luce che viene nel mondo reale (Matteo 1:18-25)

19 Dicembre 2025 Paolo Castellina 0

Molti parlano dello “spirito del Natale”, ma per tanti quella atmosfera fatta di luci e sorrisi non corrisponde alla loro realtà: solitudine, precarietà economica, crisi familiari, malattie e fragilità che nessun addobbo può nascondere. Viene allora spontaneo chiedersi: il Natale dei Vangeli assomiglia davvero a quello che celebriamo? Matteo 1:18-25 ci mostra il contrario: la nascita di Gesù non avviene in un mondo ideale, ma dentro una crisi profonda, dove un uomo giusto e ferito non sa più come andare avanti. È proprio lì che Dio interviene. Il “Dio con noi” non si rivela in un’atmosfera perfetta, ma nel mondo reale, con le sue ferite e le sue paure. Se il Natale di oggi sembra parlare a pochi, forse è perché lo abbiamo reso troppo dolciastro. Il Natale della Scrittura, invece, entra dove la vita fa male — e da lì comincia la salvezza.