Tra le tante voci una Parola che merita ascoltare con attenzione  (Deuteronomio 6:4–9)

6 Febbraio 2026 Paolo Castellina 0

Che cosa significa davvero ascoltare? E soprattutto: chi vale la pena ascoltare? Oggi siamo esposti a una molteplicità incessante di voci, messaggi e opinioni — troppe! Non ascoltare più nessuno, però, non è una soluzione. In questa seconda riflessione sul libro del Deuteronomio, ci soffermiamo su uno dei testi più centrali della Bibbia: “Ascolta, Israele!”. È lo Shemà, ripreso e confermato da Gesù stesso come il cuore della volontà di Dio (Deuteronomio 6:4–9). Questa predicazione invita a riscoprire il significato biblico dell’ascolto come attenzione del cuore e obbedienza fiduciosa, mostrando come la Parola di Dio non sia una voce fra le tante, ma la Parola suprema che orienta la fede, plasma la vita quotidiana e fonda una testimonianza credibile nel mondo di oggi.

Dalla liberazione all’obbedienza: patti chiari – amicizia lunga! (Deuteronomio 4:32–40)

30 Gennaio 2026 Paolo Castellina 0

Il libro del Deuteronomio è spesso percepito come un testo dominato da leggi e comandamenti. Ma è davvero così? Questa predicazione propone di rileggere uno dei suoi passaggi più intensi per scoprire un principio biblico fondamentale, spesso dimenticato: Dio non comanda per salvare, ma salva e poi chiama a vivere secondo la Sua volontà. Attraverso l’invito di Mosè a “interrogare la storia”, il messaggio ci conduce a riflettere sul ruolo della memoria, della grazia e dell’obbedienza nella vita di fede, mostrando come anche l’Antico Testamento orienti già verso l’Evangelo di Cristo. Una riflessione che parla non solo del passato di Israele, ma del presente di ogni credente, chiamato a vivere una libertà custodita dalla verità e una giustizia radicata nella volontà rivelata di Dio.

Pensare come Gesù in un mondo che ragiona solo con la logica dell’imposizione

23 Gennaio 2026 Paolo Castellina 0

Ancora oggi si crede che il bene possa essere spesso difeso ed imposto con la forza. Si crede che l’intimidazione e la repressione sia l’unico mezzo efficace per stabilire ordine e giustizia. Certo anche biblicamente “il potere della spada” da parte delle autorità ha un suo ruolo moderatore del male ma anche questo viene spesso corrotto e abusato. Il Salvatore Gesù Cristo, però, insegna ai Suoi discepoli una via più efficace. Questa riflessione biblica invita a fermarsi e a riscoprire alcuni principi chiave della pratica dell’Evangelo che spesso anche i cristiani dimenticano preferendo le logiche di questo mondo.

Quando “funzionare” non basta 

16 Gennaio 2026 Paolo Castellina 0

Oggi spesso molte decisioni, grandi e piccole, vengono valutate con una domanda apparentemente semplice: “Funziona?” È una domanda che riguarda la politica, la società, il lavoro, ma anche — sempre più spesso — la vita delle chiese e dei credenti. Prevale così il pragmatismo. Ci chiediamo se un metodo sia efficace, se una strategia produca risultati, se una scelta porti visibilità o consenso. Ma fermarsi qui è sufficiente? Se qualcosa funziona, è per questo anche giusto? Se produce risultati immediati, produce anche maturità spirituale e verità? E soprattutto: questo modo di valutare le cose è davvero quello che Gesù Cristo ci ha insegnato? Questa riflessione biblica non intende offrire risposte facili, ma invitare ciascuno di noi a esercitare discernimento alla luce delle Sacre Scritture, affinché impariamo a distinguere tra ciò che semplicemente pare “funzionare” e ciò che è realmente fedele all’Evangelo.

Due cortei che si incrociano, due destinazioni diverse (2 Timoteo 3:12-13)

9 Gennaio 2026 Paolo Castellina 0

Immaginate due diversi cortei che si incrociano e che vanno in direzioni opposte e con destini diversi. Il primo è una scintillante parata militare che procede con tamburi, armi e bandiere. La seconda è una processione di persone semplici, mansuete ed umili che segue un uomo che porta una croce. Stare semplicemente a vederli passare non è possibile. Dovete scegliere a quali unirvi. Dove stanno andando? Quale sarà il loro rispettivo destino? Lo vedremo oggi riflettendo su quanto l’apostolo Paolo dice in 2 Timoteo 3:12-13.