Come cristiani siamo “casa” e “tempio” di Dio. Quali ne sono le implicazioni? (1 Corinzi 3:9-16)

21 Giugno 2024 Paolo Castellina 0

Progettare e costruirci una casa è qualcosa di affascinante e c’è chi ha la possibilità e i talenti per farsela anche da solo. Gesù e i Suoi apostoli spesso utilizzavano il paragone dell’edificazione di una casa o di un tempio per rappresentare sia la vita di una persona che la formazione e la vita della comunità, quella in cui Dio dimora. Per Gesù il “materiale umano” è infatti molto più importante di pietre e mattoni tanto che di templi, come cristiani, ne possiamo fare anche a meno. Che cosa implica essere casa e tempio di Dio? Lo vediamo oggi sulla base dei testi biblici: Matteo 7:24-27 e 1 Corinzi 3:9-16.

La sofferenza del creato e le nostre responsabilità (Romani 8:18-25)

14 Giugno 2024 Paolo Castellina 0

Oggi non solo rimangono in questo mondo schiere di persone e popolazioni intere che soffrono a causa di ingiustizie, guerre, malattie ecc. ma è anche la natura stessa a soffrire a causa degli abusi che l’umanità costantemente le infligge. Per sanare le questioni ambientali si avanzano molte proposte più o meno efficaci e sicuramente discutibili. Non possiamo, però, “fare finta di nulla” o peggio disinteressarci di questo mondo “perché tanto…”. Dobbiamo agire in maniera responsabile soprattutto come cristiani perché indubbiamente Dio ci dà un preciso mandato di prenderci cura della natura creata, dell’ambiente in cui viviamo. È un dato di fatto che, come ci dice la stessa Parola di Dio, “la creazione geme insieme ed è in travaglio … e aspetta con impazienza la manifestazione dei figli di Dio”. Chi sono questi figli di Dio? Con quale spirito operano e come lo fanno? Lo vediamo oggi esaminando il testo di Romani 8:18-25.

Grazia riabilitante in vista d’opere di misericordia (Matteo 25:31-46)

7 Giugno 2024 Paolo Castellina 0

La certezza della pena è un principio di giustizia che impone di perseguire i reati e di condannare effettivamente i colpevoli. Vale in modo supremo nel quadro giuridico in cui Dio ha inserito le creature umane. Esso però comprende anche il concetto di grazia, che non è un perdono fine a sé stesso, ispirato da generica benevolenza e tolleranza, ma è finalizzata all’effettiva trasformazione morale e spirituale di colui o colei che ne è oggetto. La grazia è l’opera riabilitante di Dio che si manifesta necessariamente in chi la riceve con opere conseguenti. Lo vediamo in quanto Gesù dice a proposito del Giudizio universale in Matteo 25:31-46, il testo che esamineremo oggi.

L’Antico Testamento è e rimane pienamente autorevole, ma come interpretarlo? (Romani 15:4)

31 Maggio 2024 Paolo Castellina 0

L’Antico Testamento, pur costituendo la parte più estesa della Bibbia, è oggi spesso trascurato sia dalla predicazione espositiva che dalla lettura del cristiano medio – che preferisce concentrarsi sul Nuovo Testamento, ritenuto più facile e “meno problematico”. Quest’ultimo, però, è pieno di riferimenti alle Scritture ebraiche, le quali ne costituiscono il presupposto fondamentale e che sono considerate senza riserve Parola di Dio. Come interpretare, però, l’AT? Impariamo a farlo in maniera cristocentrica, così come ci insegna il NT. Esaminiamo oggi quanto ci dice al riguardo l’apostolo Paolo in Romani 15:4.

Pellegrino

Siamo come stranieri e pellegrini: in che senso? (1 Pietro 1:13-17 e 2:11-12)

24 Maggio 2024 Paolo Castellina 0

“Il tempo che dobbiamo passare in questo mondo” è definito dall’apostolo Pietro come “un pellegrinaggio”; di più, come “un vivere da stranieri”. Così pure spesso viene inteso tradizionalmente da quei cristiani che guardano al Cielo come “la nostra vera patria”. È corretto tutto questo? È questo ciò che intendeva l’apostolo Pietro? Assolutamente no: questa non è una prospettiva biblica autentica ma uno spiritualismo alienante d’origine estranea che comporta conseguenze negative. Oggi vedremo come esaminando i testi di 1 Pietro 1:13-17 e 2:11-12.