Che farò dunque di Gesù detto il Cristo? (Matteo 27:15-26)

27 Marzo 2026 Paolo Castellina 0

“Me ne lavo le mani”: è un’espressione comune che usiamo quando vogliamo prendere le distanze da una questione scomoda e non assumerci responsabilità. Ma cosa succede quando questo atteggiamento riguarda la persona e l’opera di Gesù Cristo? Nel racconto del processo davanti al governatore romano Ponzio Pilato, nel Vangelo secondo Matteo (27:15-26), proprio questo gesto diventa il simbolo di chi cerca di evitare una decisione. Eppure il Vangelo mostra che davanti a Gesù la neutralità non esiste. Questa riflessione parte da quella scena drammatica per porre una domanda che attraversa i secoli: “Che farò dunque di Gesù detto Cristo?”. Una domanda che, ancora oggi, riguarda ciascuno di noi. In che modo?

Esercizi per “restare giovani” (spiritualmente)

20 Marzo 2026 Paolo Castellina 0

Il corpo inevitabilmente invecchia. Con il passare degli anni le forze diminuiscono e diventiamo sempre più consapevoli della fragilità della vita. Non è un caso che oggi siamo continuamente esposti a consigli, metodi ed esercizi per rallentare l’invecchiamento e preservare la salute. Ma la Scrittura pone una domanda ancora più importante: mentre il corpo invecchia, che cosa accade alla nostra vita spirituale? In 1 Timoteo 4:6-9 l’apostolo Paolo afferma che, sebbene l’esercizio fisico abbia un certo valore, esiste una disciplina incomparabilmente più importante: l’esercizio della pietà, che ha promessa non solo per la vita presente ma anche per quella futura. Questa predicazione riflette sul paradosso cristiano espresso in 2 Corinzi 4:16: mentre l’uomo esteriore si indebolisce, l’uomo interiore può rinnovarsi giorno dopo giorno. Quali sono allora gli esercizi spirituali che mantengono viva la fede lungo tutto il corso della vita?

È possibile vedere… ed essere ciechi? (Gv. 9)

13 Marzo 2026 Paolo Castellina 0

Nel capitolo 9 del Vangelo secondo Giovanni troviamo uno dei racconti più sorprendenti dei Vangeli: la guarigione di un uomo cieco fin dalla nascita. Questo episodio non parla soltanto di un miracolo fisico. Attraverso il contrasto tra il cieco guarito e i farisei che rifiutano di credere, il racconto mette in luce una realtà più profonda: la cecità spirituale che può colpire anche persone religiose, istruite e sicure delle proprie convinzioni. Questa predicazione riflette sulle forze che possono accecare la mente e il cuore umano ma mostra anche la grazia di Dio che può aprire gli occhi dello spirito. Alla luce di questo racconto evangelico si pone a noi una domanda importante: è possibile essere convinti di vedere, e tuttavia rimanere ciechi alla verità di Cristo?

Per questa vita soltanto? (1 Corinzi 15:12–20)

6 Marzo 2026 Paolo Castellina 0

Questa riflessione biblica, a partire da 1 Corinzi 15:12–20, affronta la forza radicale dell’affermazione dell’Apostolo Paolo: «Se abbiamo sperato in Cristo per questa vita soltanto, noi siamo i più miserabili di tutti gli uomini». In dialogo con la distinzione dei “due regimi” proposta da Giovanni Calvino, il messaggio mette in luce un rischio molto attuale: ridurre la fede a pura interiorità o a semplice progetto sociale. L’esposizione mostra come tutto dipenda dalla realtà della risurrezione: senza di essa la fede sarebbe un’illusione; con essa, diventa una speranza solida che dà senso e fondamento alla nostra vita presente.

 “Scegli dunque la vita!” (Deuteronomio 30:11-20)

27 Febbraio 2026 Paolo Castellina 0

Viviamo davvero in una “cultura della morte”? In un tempo in cui la vita umana è spesso valutata in base all’utilità, al successo o al profitto, la Bibbia ci costringe a porci una domanda più profonda. In Deuteronomio 30 Mosè proclama un appello solenne: “Io ti ho posto davanti la vita e la morte… scegli dunque la vita”. Non è un invito generico, ma una decisione che riguarda il cuore, le scelte quotidiane e la direzione di un’intera società. Questa predicazione mostra come l’antica alternativa tra vita e morte parli con forza al nostro tempo e trovi il suo compimento in Cristo. Che cosa significa, oggi, scegliere la vita? E come può una comunità cristiana diventare segno di una cultura della vita in mezzo a una cultura della morte?