Che farò dunque di Gesù detto il Cristo? (Matteo 27:15-26)
“Me ne lavo le mani”: è un’espressione comune che usiamo quando vogliamo prendere le distanze da una questione scomoda e non assumerci responsabilità. Ma cosa succede quando questo atteggiamento riguarda la persona e l’opera di Gesù Cristo? Nel racconto del processo davanti al governatore romano Ponzio Pilato, nel Vangelo secondo Matteo (27:15-26), proprio questo gesto diventa il simbolo di chi cerca di evitare una decisione. Eppure il Vangelo mostra che davanti a Gesù la neutralità non esiste. Questa riflessione parte da quella scena drammatica per porre una domanda che attraversa i secoli: “Che farò dunque di Gesù detto Cristo?”. Una domanda che, ancora oggi, riguarda ciascuno di noi. In che modo?