Confessioni di fede/Westminster/Catechismo minore/cmw012

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Indice generale

Catechismo minore di Westminster

Domande:1- 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22 - 23 - 24 - 25 - 26 - 27 - 28 - 29 - 30 - 31 - 32 - 33 - 34 - 35 - 36 - 37 - 38 - 39 - 40 - 41 - 42 - 43 - 44 - 45 - 46 - 47 - 48 - 49 - 50 - 51 - 52 - 53 - 54 - 55 - 56 - 57 - 58 - 59 - 60 - 61 - 62 - 63 - 64 - 65 - 66 - 67 - 68 - 69 - 70 - 71 - 72 - 73 - 74 - 75 - 76 - 77 - 78 - 79 -80 - 81 - 82 - 83 - 84 - 85 - 86 - 87 - 88 - 89 - 90 - 91 - 92 - 93 - 94 - 95 - 96 - 97 - 98 - 99 - 100 - 101 - 102 - 103 - 104 - 105 - 106 - 107-  

12. D. Quale speciale atto di provvidenza Dio ha esercitato verso l'Uomo nello stato in cui era stato creato?

R. Dopo aver creato l’uomo, Dio stabilì con lui un patto che prometteva la vita, a condizione di un’ubbidienza perfetta. In questo patto Dio gli proibì di mangiare il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male, avvertendolo che, se lo avesse fatto, sarebbe morto.

Riferimento biblico

  • "Ma essi come Adamo, hanno trasgredito il patto, si sono comportati perfidamente verso di me" (Osea 6:7);
  • "Infatti Mosè descrive così la giustizia che viene dalla legge: «L'uomo che farà quelle cose vivrà per esse»" (Romani 10:5);
  • "Ma la legge non si basa sulla fede; anzi essa dice: «Chi avrà messo in pratica queste cose, vivrà per mezzo di esse»" (Galati 3:12);
  • "...ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché nel giorno che tu ne mangerai, certamente morirai»" (Genesi 2:17).

Commento

La domanda numero 12 del Catechismo minore di Westminster chiede: "Quale speciale atto di provvidenza Dio ha esercitato verso l'Uomo nello stato in cui era stato creato?". Ad essa risponde: "Dopo aver creato l’uomo, Dio stabilì con lui un patto che prometteva la vita, a condizione di un’ubbidienza perfetta. In questo patto Dio gli proibì di mangiare il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male, avvertendolo che, se lo avesse fatto, sarebbe morto".

Questa risposta evidenzia quello che chiamiamo "il patto della vita". Lo possiamo incuneare, fra gli altri, nel versetto biblico che dice: “E l’Eterno Dio diede all’uomo questo comandamento: Tu potrai mangiare liberamente del frutto di ogni albero del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangerai; perché, nel giorno che tu ne mangerai, certamente morrai” (Genesi 2:16-17).

Questo insegnamento ci mostra che l’essere umano non era inteso dovessere essere indipendente da Dio, neppure nello stato di perfezione in cui era stato creato. Dio, nella Sua bontà, stabilì con Adamo un patto, chev chiamiamo "patto di vita": se avesse ubbidito pienamente, avrebbe continuato a vivere nella comunione con Dio e avrebbe goduto di una vita che non finisce. La prova dell’ubbidienza era semplice e chiara: non mangiare il frutto di un determinato albero. Doveva essere un "segnale di pericolo", un ammonimento permanente.

Quel comando non era arbitrario: rappresentava il riconoscimento che Dio è Signore, e che l’uomo trova la sua vera libertà nel rimanere sottomesso alla volontà rivelata di Dio. Disubbidire, invece, significava scegliere un'illusoria autonomia, cioè separarsi dalla fonte stessa della vita — e perciò andare inevitabilmente incontro alla morte.

In quel primo patto vediamo insieme la giustizia e la bontà di Dio: Egli ha messo davanti all’uomo una via chiara di vita, non una trappola. Ma il racconto che chiamiamo "della caduta" ci ricorda che l’essere umano, volendo essere “come Dio”, preferisce fidarsi di sé stesso, delle sue supposizioni, piuttosto che del suo Creatore. Da allora, ogni tentativo umano di salvarsi dalle conseguenze del peccato attraverso opere che ritiene essere meritorie, lo conduce a ripetere lo stesso errore.

La buona notizia dell’Evangelo (che anticipiamo fin d'ora) è che un altro Uomo, Cristo Gesù, l'Uomo per eccellenza ha adempiuto perfettamente e in modo vicario quell’ubbidienza che Adamo aveva disatteso. Egli è il nuovo Adamo, (così lo chiama la Bibbia), Colui che ha ristabilito per noi la comunione con Dio attraverso la Sua obbedienza fino alla croce. Perciò, chi si affida completamente alla Sua opera vicaria, non vive non più sotto il patto delle opere, ma sotto un nuovo patto, il patto della grazia.


Preghiera. Signore, ti ringraziamo perché non ci hai lasciati sotto la condanna della disubbidienza, ma hai mandato Cristo come il nuovo Adamo, fedele e ubbidiente fino alla morte. Donaci di comprendere che la vera libertà è nell’ubbidienza alla tua Parola e che la vita vera si trova solo in Te. Amen.


Consideriamo ulteriormente il seguente:

Nel creare l'essere umano Dio aveva stabilito con esso un patto ["foedus vitae"] che gli avrebbe garantito la vita se egli avesse obbedito ["sub conditione"] perfettamente alla Sua volontà. Nel contempo Egli gli aveva proibito, sotto pena di morte ["sub poena mortis"], di mangiare dell'albero della conoscenza del bene e del male. Questo gli era interdetto. Un patto ingiusto? No.

(1) Adamo era stato creato ["in statu creationis"] con la capacità di fare ciò che gli era stato richiesto (Ecclesiaste 7:29; 1 Timoteo 2:14);

(2) Dio gli aveva provveduto tutto ciò di cui egli aveva bisogno e che avrebbe reso inutile cadere in tentazione;

(3) La stessa minacciata pena di morte avrebbe dovuto essere sufficiente per scoraggiarlo dal disubbidire.