Confessioni di fede/Westminster/Catechismo minore/cmw046
Catechismo minore di Westminster |
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46. D. Che cosa si esige nel primo comandamento?
R. Nel primo comandamento si esige di conoscere e riconoscere Jahvè come l'unico e vero Dio e il nostro Dio, e come tale di rendergli culto e glorificarlo.
Riferimento biblico
- "E tu, Salomone, figlio mio, riconosci il Dio di tuo padre e servilo con cuore integro e con animo volenteroso; poiché il SIGNORE scruta tutti i cuori e penetra tutti i disegni e tutti i pensieri. Se tu lo cerchi, egli si lascerà trovare da te; ma, se lo abbandoni, egli ti respingerà per sempre" (1 Cronache 28:9);
- "Quando sarai entrato nel paese che il SIGNORE, il tuo Dio, ti dà come eredità e lo possederai e lo abiterai..." (Deuteronomio 26:1);
- "Allora Gesù gli disse: «Vattene, Satana, poiché sta scritto: "Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi il culto"»" (Matteo 4:10);
- "Date al SIGNORE la gloria dovuta al suo nome; adorate il SIGNORE, con santa magnificenza" (Salmi 29:2).
Commento
La domanda numero 46 del Catechismo minore di Westminster chiede: "Che cosa si esige nel primo comandamento?". Ad essa risponde: "Nel primo comandamento si esige di conoscere e riconoscere Jahvè come l'unico e vero Dio e il nostro Dio, e come tale di rendergli culto e glorificarlo". Che cosa significa "conoscere" il Dio vero e vivente? Il Salmo 100:3 dice: "Riconoscete che l'Eterno è Dio; è lui che ci ha fatti, e noi siamo suoi; siamo il suo popolo e il gregge che egli pasce".
l primo comandamento è la porta d’ingresso di tutta la Legge morale. Qui il Signore ci chiama a un rapporto esclusivo con Lui.
Tre verbi sono fondamentali:
- Conoscere Dio: non solo sapere che esiste, ma riconoscerne il carattere, la santità, la gloria, la grazia, così come Egli ha rivelato Sé stesso nelle Sacre Scritture e in modo particolare in Gesù Cristo.
- Riconoscerlo come nostro Dio: affermare la Sua signoria su di noi, accettare con gratitudine il patto che ci lega a Lui.
- Rendergli culto e glorificarlo: orientare l’intera vita a Lui, adorarlo interiormente e visibilmente, cercare la Sua gloria in tutto.
In breve: il primo comandamento ci chiede di accordare a Dio il posto che Gli è dovuto, un posto che nessun altro potrà mai occupare senza diventare un idolo.
A parte coloro che si definiscono atei o agnostici ("quelli che dicono che non si possa conoscere Dio con certezza e comunque non vogliono saperne"), molte filosofie e religioni speculano sull'identità di Dio affermando di conoscerlo. Si tratta di "opinioni" soggettive. Molti di Dio pure si fanno "la loro idea" di Dio e la considerano "altrettanto buona come altre". Vi sono poi "teologi" che conoscono la verità su Dio. Sono come i demòni che certo credono che il Dio vero e vivente esista, ma... questo non li salva. L'apostolo Giacomo scrive: "Tu credi che c'è un solo Dio e fai bene, anche i demòni lo credono e tremano" (Giacomo 2:19). Conoscere e riconoscere Dio significa sottomettersi con fiducia a Lui ed ubbidirgli. Non basta, infatti, dire “credo in Dio”; il testo afferma che dobbiamo riconoscerlo come nostro. Questo implica fiducia, sottomissione, amore. È una relazione viva, come quella di un popolo col suo Signore, di figli con il loro Padre celeste.
Dobbiamo consapevolmente far sì che Egli determini la nostra vita. E quando Dio è al posto di comando della nostra vita, tutto per noi "torna a posto", così come dev'essere: le ansie diminuiscono, gli affetti si ordinano, le priorità si chiariscono. Adorare Dio non è limitante: è liberante.
🙏 Preghiamo: Signore, unico e vero Dio, purifica il nostro cuore da ogni idolo che cerca di prendere il Tuo posto. Donaci di conoscerti sempre più, di riconoscerti come nostro Dio e di glorificarti con tutta la nostra vita. Fa’ che il nostro culto non sia solo un gesto esteriore, ma la risposta dell’anima alla Tua grazia. Amen.
Ulteriore commento
Il primo comandamento riguarda la persona a cui si rivolge il vero culto: solo il Dio vero e vivente ne è degno. E' una pretesa esclusivista. E' una menzogna affermare che "qualsiasi oggetto di culto vada bene basta che si sia sinceri" (cfr. 1 Corinzi 8:5,6), e non basta credere astrattamente a "un dio" non meglio qualificato... Ci si immagina dei a nostro comodo, ma Dio si è rivelato a noi con chiarezza, e la conoscenza di Lui non è un'opinione e non va secondo le nostre congetture o convenienza. La Bibbia dà di Lui sufficiente rivelazione, ce lo definisce chiaramente e lo differenzia da tutte le false concezioni. Il primo comandamento, inoltre, richiede non solo di riconoscere il vero Dio, ma pure di glorificarlo nell'intera nostra vita. Dio non ammette una conoscenza indefinita di Lui o un servizio arbitrario, ma esige si riconosca Lui come si è chiaramente rivelato nella Bibbia e in Gesù Cristo.