Confessioni di fede/Westminster/Catechismo minore/cmw017
Catechismo minore di Westminster |
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17. D. In quale condizione la caduta ha precipitato il genere umano?
R. La caduta ha precipitato l'umanità in condizione di peccato e di miseria.
Riferimento biblico
- "Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato la morte, e così la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato..." (Romani 5:12).
Commento
La domanda numero 17 del Catechismo minore di Westminster chiede: "In quale condizione la caduta ha precipitato il genere umano?". Ad essa risponde: "La caduta ha precipitato l'umanità in condizione di peccato e di miseria".
Peccato e miseria sono la condizione dell’umanità caduta, quella sotto i nostri occhi a tutt'oggi. Le variazioni di questa realtà sono innumerevoli, così come grande è l'illusione di molti che non sia così. Anche i conclamati progressi umani e spirituali dell'umanità sono sostanzialmente apparenze. Il cuore umano è corrotto e rende sempre fallimentari i tentativi umani di sanarlo. La Scrittura parla chiaramente: "Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato la morte, e così la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato..." (Romani 5:12).
Ecco così come la caduta di Adamo non fu soltanto un incidente morale, ma una vera e propria catastrofe spirituale. Con il loro peccato, Adamo ed Eva trascinarono tutta la famiglia umana, la loro discendenza, in una condizione duplice: colpa davanti a Dio e corruzione interiore. Questa duplice realtà si manifesta in due parole inseparabili: peccato e miseria.
- Peccato, perché l’essere umano, nato ora con una natura corrotta, è separato da Dio e incline al male. Non può più conformarsi spontaneamente alla Sua legge né piacergli.
- Miseria, perché la conseguenza del peccato è la perdita di ogni vera benedizione spirituale: comunione con Dio, pace interiore, vita eterna. L’essere umano è ora soggetto a dolore, sofferenza, morte e condanna.
In breve, la caduta ha rovinato la nostra posizione davanti a Dio (colpevolezza) e la nostra condizione interiore (corruzione). È la radice di tutte le tragedie morali e spirituali della storia umana.
Ogni giorno vediamo e sperimentiamo gli effetti di questa caduta: ingiustizie, guerre, malattie, solitudini, paure, divisioni. Tutto ciò non è normale alla luce della creazione buona di Dio — è la miseria del peccato che permea il mondo e i cuori.
Riconoscere la nostra condizione caduta è un esercizio di sommo realismo, ma non serve a disperarci, ma a portarci a riconoscere il bisogno di redenzione. Solo chi sa di essere malato cerca un medico. I medici di questo mondo non sanno sanare questa condizione. Ricordate l'episodio dei vangeli che dice: "Una donna che aveva un flusso di sangue da dodici anni e aveva speso nei medici tutte le sue sostanze senza poter essere guarita da nessuno" (Luca 8:43). Incontra però Gesù, e le cose per lei cambiano. Solo chi comprende la profondità del proprio peccato e la vanità degli sforzi umani può gustare la grandezza della grazia di Cristo.
Cristo è disceso nella nostra miseria per liberarci dal peccato: ha assunto la natura umana, ha portato la nostra colpa, ha patito la nostra pena. In Lui, Dio ha cominciato la nuova creazione, dove il peccato è vinto e la miseria si trasforma in speranza.
🙏 Preghiera. Signore, confesso davanti a Te che il peccato mi separa da Te e che, senza la Tua grazia, non ho forza né luce. Abbi pietà di me, o Dio, e rinnovami per mezzo del Tuo Spirito. Donami di vedere nel volto di Cristo la Tua misericordia, e di camminare ogni giorno nella libertà dei redenti. Amen.