Confessioni di fede/Westminster/Catechismo minore/cmw050
Catechismo minore di Westminster |
Domande:: 1- 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22 - 23 - 24 - 25 - 26 - 27 - 28 - 29 - 30 - 31 - 32 - 33 - 34 - 35 - 36 - 37 - 38 - 39 - 40 - 41 - 42 - 43 - 44 - 45 - 46 - 47 - 48 - 49 - 50 - 51 - 52 - 53 - 54 - 55 - 56 - 57 - 58 - 59 - 60 - 61 - 62 - 63 - 64 - 65 - 66 - 67 - 68 - 69 - 70 - 71 - 72 - 73 - 74 - 75 - 76 - 77 - 78 - 79 -80 - 81 - 82 - 83 - 84 - 85 - 86 - 87 - 88 - 89 - 90 - 91 - 92 - 93 - 94 - 95 - 96 - 97 - 98 - 99 - 100 - 101 - 102 - 103 - 104 - 105 - 106 - 107- |
50. D. Che cosa esige il secondo comandamento?
R. Il secondo comandamento esige di accogliere, osservare e conservare puro ed integro tutto quel culto ed ordinanze religiose che Dio ha stabilito nella Sua Parola.
Riferimenti biblici
- "Prendete a cuore tutte le parole che oggi pronuncio solennemente davanti a voi. Le prescriverete ai vostri figli, affinché abbiano cura di mettere in pratica tutte le parole di questa legge" (Deuteronomio 32:46);
- "...insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell'età presente" (Matteo 28:20);
- "Ed erano perseveranti nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere" (Atti 2:42).
Commento
La domanda 49 del Catechismo minore di Westminster chiede: "Qual è il secondo comandamento?". Ad essa risponde: "Il secondo comandamento è: «Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l'iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bontà, fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti» (Esodo 20:4–6).
La domanda 50 chiede: "Che cosa esige il secondo comandamento?". Ad essa rispnde: "Il secondo comandamento esige di accogliere, osservare e conservare puro ed integro tutto quel culto ed ordinanze religiose che Dio ha stabilito nella Sua Parola".
Il secondo comandamento tratta del culto che a Dio è gradito e prescrive le sue modalità. Mentre il primo comandamento dichiara chi dobbiamo adorare: il solo e vero Dio, il secondo, così, indica come dobbiamo adorarlo: secondo la Sua Parola. Il centro del comandamento non è il semplice divieto di produrre immagini artistiche, ma il divieto di plasmarci un culto a nostra misura, modellandolo secondo sensibilità, tradizioni, emozioni o immaginazioni umane. Il Signore afferma di essere un Dio geloso: un linguaggio forte, che esprime il Suo amore ardente e il Suo rifiuto di essere confuso con idoli, rappresentazioni distorte, pratiche inventate o aggiunte arbitrarie. Il comandamento contiene un grande principio riformato, spesso chiamato princìpio di regolazione del culto: Solo ciò che Dio ha ordinato deve essere fatto nel culto; ciò che Egli non ha comandato non deve essere introdotto.
Il catechismo chiarisce che il secondo comandamento esige tre cose:
- Accogliere ciò che Dio ha stabilito.
- Osservare ciò che Dio ha comandato.
- Conservare puro ed integro quel culto, senza contaminarlo con aggiunte o invenzioni.
Questa è una protezione amorevole: il culto ordinato da Dio custodisce l’incontro dell’anima con Lui, impedendo che venga manipolato da mode, necessità politiche, pressioni culturali o fantasie spiritualistiche.
Il cuore umano, ieri come oggi, ha una tendenza istintiva a costruirsi un dio e un culto “più comodo”, più visibile, più toccabile, più controllabile. Gli idoli moderni raramente sono statue: spesso sono idee, emozioni o pratiche che fanno da surrogati della presenza di Dio.
Il secondo comandamento ci ricorda che il culto non è nostro, ma di Dio; non è un luogo dove portiamo ciò che ci piace, ma ciò che Dio ha stabilito per incontrarci.
Viviamo in un’epoca in cui il culto è spesso trattato come un prodotto da rendere più attraente, più emozionante o più “efficace”. Ma il Signore chiama la Sua Chiesa a un ritorno alla semplicità sacra: Parola, preghiera, sacramenti, canto biblico, adorazione reverente. Lì opera lo Spirito. Lì Cristo è presente. Lì il popolo viene nutrito.
Il comando ci parla anche della generosità di Dio: la Sua bontà si estende “fino alla millesima generazione” verso coloro che Lo amano. Il culto puro è dunque una benedizione che attraversa i secoli: ciò che oggi trasmettiamo ai nostri figli prepara un’eredità spirituale per quelli che verranno dopo di loro.
🙏 Preghiamo. Signore, Dio geloso e misericordioso, purifica il nostro cuore e il nostro culto. Liberaci da ogni forma di idolatria visibile o nascosta, e guidaci a servirTi secondo la Tua Parola. Rendici un popolo che trova la propria gioia nell’adorarti in spirito e verità. Fa’ che la Tua bontà si estenda, attraverso di noi, alle generazioni che verranno. Amen.
Ulteriore commento
Che cosa si prescrive nel secondo comandamento? Nel secondo comandamento si prescrive di ricevere, osservare, e conservare puro ed integro, tutto il culto e le ordinanze che Dio ha stabilito nella Sua Parola. La Chiesa romana e le Chiese luterane trattano il 2. comandamento come se fosse parte del primo; così, per far tornare il numero 10, sdoppiano l'ultimo che tratta della concupiscenza. Questo però non è legittimo, perché il 2. comandamento ci dice come noi dobbiamo rendergli il culto che gli è dovuto. Difatti questo comandamento stabilisce che Egli debba essere onorato nei termini stabiliti dalla Sua volontà, bisogna cioè renderGli quel culto che Egli stesso comanda. Il vero culto consiste di quelle cose che Dio ha comandato nella Sua Parola dovessero essere usate. Ciò che Dio non ha comandato, Egli ha proibito.
Che cosa dice la Bibbia sugli elementi che devono caratterizzare il culto cristiano? Parla di lettura e predicazione della Scrittura, il canto dei salmi, l'amministrazione dei sacramenti, e la preghiera Il culto riformato è dunque semplice e spirituale. Paramenti sacri, candele, croci, statue, processioni... Dio non le ha stabilite ed è pericoloso introdurle, pensando magari di "abbellire" il culto, o "adattarlo a certa sensibilità religiosa" che sarebbe "più ispirata" attraverso forme, gesti, o immagini sensibili. Ci basti ciò che Dio ha espressamente stabilito.