Confessioni di fede/Westminster/Catechismo minore/cmw056
Catechismo minore di Westminster |
Domande:: 1- 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22 - 23 - 24 - 25 - 26 - 27 - 28 - 29 - 30 - 31 - 32 - 33 - 34 - 35 - 36 - 37 - 38 - 39 - 40 - 41 - 42 - 43 - 44 - 45 - 46 - 47 - 48 - 49 - 50 - 51 - 52 - 53 - 54 - 55 - 56 - 57 - 58 - 59 - 60 - 61 - 62 - 63 - 64 - 65 - 66 - 67 - 68 - 69 - 70 - 71 - 72 - 73 - 74 - 75 - 76 - 77 - 78 - 79 -80 - 81 - 82 - 83 - 84 - 85 - 86 - 87 - 88 - 89 - 90 - 91 - 92 - 93 - 94 - 95 - 96 - 97 - 98 - 99 - 100 - 101 - 102 - 103 - 104 - 105 - 106 - 107- |
56. D. Quale ragione viene aggiunta al terzo comandamento?
R. La ragione aggiunta al terzo comandamento è che per quanto i trasgressori di questo precetto possano sfuggire al castigo degli uomini, il Signore nostro Dio non permetterà che sfuggano al Suo giusto giudizio.
Riferimento biblico
- "I figli di Eli erano uomini scellerati; non conoscevano il SIGNORE ... Il peccato di quei giovani era dunque grandissimo agli occhi del SIGNORE, perché disprezzavano le offerte fatte al SIGNORE ... Eli era molto vecchio e udì tutto quello che i suoi figli facevano a tutto Israele e come si univano alle donne che erano di servizio all'ingresso della tenda di convegno ... Allora, perché calpestate i miei sacrifici e le mie oblazioni che ho comandato di offrire nel mio santuario? Come mai onori i tuoi figli più di me e vi ingrassate con il meglio di tutte le oblazioni d'Israele, mio popolo? ... In quel medesimo tempo, Eli, la cui vista cominciava a intorbidarsi e non gli consentiva di vedere, se ne stava un giorno coricato nel suo luogo consueto" (1 Samuele 2:12,17,22,29; 3:2);
- "Se non hai cura di mettere in pratica tutte le parole di questa legge, scritte in questo libro, se non temi questo nome glorioso e tremendo del SIGNORE tuo Dio, il SIGNORE renderà straordinarie le piaghe con le quali colpirà te e i tuoi discendenti: piaghe grandi e persistenti, malattie maligne e persistenti." (Deuteronomio 28:58-59).
Commento
La domanda numero 56 del Catechismo minore di Westminster chiede: "Quale ragione viene aggiunta al terzo comandamento?". Ad essa risponde: "La ragione aggiunta al terzo comandamento è che, per quanto i trasgressori di questo precetto possano sfuggire al castigo degli uomini, il Signore nostro Dio non permetterà che sfuggano al Suo giusto giudizio".
Il terzo comandamento sottolinea la sua importanza con un ammonimento esplicito: "l'Eterno non riterrà innocente chi avrà usato il suo nome invano".
Il terzo comandamento, infatti, non è soltanto un invito alla riverenza, al supremo rispetto per Dio: è un richiamo forte alla responsabilità. Il Nome di Dio — che racchiude il Suo essere, la Sua santità, la Sua gloria — non può essere trattato con leggerezza. La ragione allegata al comandamento sottolinea un principio sobrio e consolante al tempo stesso:
- l’essere umano potrebbe anche sfuggire ai tribunali della terra,
- ma non potrà in alcun modo sottrarsi al giudizio del Signore, che vede i cuori e pesa le parole di ogni creatura umana, resa responsabile di sé stessa.
L’uso improprio del Nome divino non è un peccato “minore”; è un’offesa diretta alla Maestà di Dio, e dunque Egli stesso ne tutela la santità con una promessa di giudizio. Come sempre nella Legge, la minaccia è anche grazia: ci ricorda che il Signore prende sul serio coloro che Gli appartengono e che la Sua santità non può essere profanata senza conseguenze.
Viviamo in una cultura in cui il Nome di Dio è frequentemente banalizzato: intercalare linguistico, esclamazione casuale, marchio religioso svuotato di senso. Nulla sembra più serio. Ma Dio non si adatta ai costumi del tempo.
Il comandamento ci ricorda che parole leggere possono rivelare un cuore leggero. Se il Nome santo è sulle nostre labbra senza timore, è probabile che nel nostro cuore non occupi il posto che Gli spetta. Allo stesso tempo, è un richiamo apologetico: una società che non teme Dio inevitabilmente perde anche il senso della responsabilità e della verità. Lo vediamo ogni giorno intorno a noi.
Per il cristiano, questo non è motivo di terrore, ma di vigilanza. Il Nome di Cristo, posto su di noi dal battesimo, ci invita a un vivere coerente, sobrio, veritiero. È un onore portarlo; è anche un impegno.
🙏 Preghiera. Signore, fa’ che il Tuo Nome sia per noi non un’abitudine, ma un tesoro. Purifica le nostre parole, perché riflettano un cuore che Ti teme e Ti ama. Preservaci dalla leggerezza e insegnaci il rispetto dovuto alla Tua santità. E poiché spesso manchiamo, ricordaci la grazia del Tuo Figlio, nel cui Nome troviamo perdono e vita. Amen.