Confessioni di fede/Westminster/Catechismo minore/cmw105

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Indice generale

Catechismo minore di Westminster

Domande:1- 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22 - 23 - 24 - 25 - 26 - 27 - 28 - 29 - 30 - 31 - 32 - 33 - 34 - 35 - 36 - 37 - 38 - 39 - 40 - 41 - 42 - 43 - 44 - 45 - 46 - 47 - 48 - 49 - 50 - 51 - 52 - 53 - 54 - 55 - 56 - 57 - 58 - 59 - 60 - 61 - 62 - 63 - 64 - 65 - 66 - 67 - 68 - 69 - 70 - 71 - 72 - 73 - 74 - 75 - 76 - 77 - 78 - 79 -80 - 81 - 82 - 83 - 84 - 85 - 86 - 87 - 88 - 89 - 90 - 91 - 92 - 93 - 94 - 95 - 96 - 97 - 98 - 99 - 100 - 101 - 102 - 103 - 104 - 105 - 106 - 107-  

105. D. Per che cosa preghiamo nella quinta richiesta?

R. Nella quinta richiesta, cioè: "E perdonaci i nostri debiti come anche noi perdoniamo ani nostri debitori", preghiamo che Dio, per i meriti di Cristo, ci condoni gratuitamente tutti i nostri peccati; il che noi siamo ancor più incoraggiati a chiedere, perché per grazia noi siamo messi in grado di perdonare di tutto cuore agli altri.

Riferimento biblico

  • "...rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori" (Matteo 6:12);
  • "Ora, o Dio nostro, ascolta la preghiera e le suppliche del tuo servo; per amor tuo, Signore, fa' risplendere il tuo volto sul tuo santuario che è desolato! O mio Dio, inclina il tuo orecchio e ascolta! Apri gli occhi e guarda le nostre desolazioni, guarda la città sulla quale è invocato il tuo nome; poiché non ti supplichiamo fondandoci sulla nostra giustizia, ma sulla tua grande misericordia. Signore, ascolta! Signore, perdona! Signore, guarda e agisci senza indugio per amore di te stesso, o mio Dio, perché il tuo nome è invocato sulla tua città e sul tuo popolo"(Daniele 9:17-19);
  • "...e perdonaci i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo a ogni nostro debitore; e non ci esporre alla tentazione" (Luca 11:4).

Commento

La domanda numero 105 del Catechismo minore di Westminster chiede: "Per che cosa preghiamo nella quinta richiesta del Padre Nostro?". Ad essa risponde: "Nella quinta richiesta, cioè: “E perdonaci i nostri debiti come anche noi perdoniamo ai nostri debitori”, preghiamo che Dio, per i meriti di Cristo, ci condoni gratuitamente tutti i nostri peccati; il che noi siamo ancor più incoraggiati a chiedere, perché per grazia noi siamo messi in grado di perdonare di tutto cuore agli altri".

“Perdonaci i nostri debiti” è la grazia che libera e riconcilia, così com'è anche scritto: “Siate benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come anche Dio vi ha perdonato in Cristo.” (Efesini 4:32).

Qui la preghiera tocca il centro dell’Evangelo. Il peccato è descritto come debito: una colpa reale davanti a Dio che non possiamo saldare. Chiedere il perdono significa riconoscere che solo i meriti di Cristo possono cancellare ciò che ci condanna. Il perdono è gratuito, non perché il peccato sia lieve, ma perché il prezzo è stato interamente pagato da un Altro.

La seconda parte della richiesta non introduce una condizione meritoria, ma un segno. Il Catechismo è chiaro: siamo incoraggiati a chiedere il perdono perché la grazia che giustifica è la stessa che trasforma. Chi è stato perdonato da Dio viene reso capace di perdonare gli altri; non come fonte del perdono divino, ma come suo frutto necessario.

Questa richiesta ci impedisce due deviazioni opposte. Da un lato, l’illusione di poter convivere serenamente con il peccato; dall’altro, il peso schiacciante di una colpa che non osa più sperare. Ogni giorno torniamo a Dio non come imputati senza difesa, ma come persone che si affidano a una grazia già promessa e confermata in Cristo.

C’è però anche un esame sobrio del cuore: il perdono ricevuto non resta sterile. Se la grazia ci ha raggiunti davvero, essa inizia a sciogliere i nodi dell’amarezza, a spezzare la catena delle rivendicazioni, a rendere possibile ciò che umanamente pare impossibile: perdonare di tutto cuore. Non sempre subito, non senza lotta, ma realmente. Così la comunità cristiana diventa un luogo di riconciliazione vissuta, non di pura teoria.

🙏 Preghiamo. Padre misericordioso, confessiamo davanti a Te i nostri debiti, che non possiamo cancellare con le nostre opere. Per i meriti di Cristo, perdonaci liberamente e rinnova la gioia della Tua grazia. Opera in noi un cuore riconciliato, capace di perdonare come siamo stati perdonati, per la gloria del Tuo nome. Amen.

Versione audio

Ulteriore commento

E' Gesù stesso che spiega questa richiesta subito dopo (Matteo 6:14,15). La giustizia ha una sua logica: per ogni peccato commesso subentra un debito da pagare con Dio. Non possiamo violare impunemente la legge di Dio. Abbiamo obblighi verso Dio che devono essere soddisfatti sopra i quali Egli non passerà oltre come se nulla fosse. Sono debiti oggettivi, non dipendono dai nostri sentimenti al riguardo. La coscienza non è l'ultimo giudice, lo è la legge di Dio. Nessuno di noi è in grado di pagare questi debiti e soddisfare la legge di Dio. Dio però ha provveduto soddisfazione in Gesù Cristo, il quale ha pagato questi debiti ed ha fornito la legittima base del nostro perdono e della nostra salvezza. Per cui possiamo imparare a perdonare perché a nostra volta siamo stati perdonati (1 Giovanni 4:19; Luca 7:47). L'atteggiamento che dobbiamo avere quindi verso gli altri deve riflettere ciò che Dio ha fatto per noi in Cristo.