Confessioni di fede/Westminster/Catechismo minore/cmw071
Catechismo minore di Westminster |
Domande:: 1- 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22 - 23 - 24 - 25 - 26 - 27 - 28 - 29 - 30 - 31 - 32 - 33 - 34 - 35 - 36 - 37 - 38 - 39 - 40 - 41 - 42 - 43 - 44 - 45 - 46 - 47 - 48 - 49 - 50 - 51 - 52 - 53 - 54 - 55 - 56 - 57 - 58 - 59 - 60 - 61 - 62 - 63 - 64 - 65 - 66 - 67 - 68 - 69 - 70 - 71 - 72 - 73 - 74 - 75 - 76 - 77 - 78 - 79 -80 - 81 - 82 - 83 - 84 - 85 - 86 - 87 - 88 - 89 - 90 - 91 - 92 - 93 - 94 - 95 - 96 - 97 - 98 - 99 - 100 - 101 - 102 - 103 - 104 - 105 - 106 - 107- |
71. D. Che cosa esige il settimo comandamento?
R. Il settimo comandamento esige la preservazione della castità propria e del nostro prossimo, in cuore, parola e comportamento.
Riferimento biblico
- "...ma, per evitare le fornicazioni, ogni uomo abbia la propria moglie e ogni donna il proprio marito. Il marito renda alla moglie ciò che le è dovuto; lo stesso faccia la moglie verso il marito. La moglie non ha potere sul proprio corpo, ma il marito; e nello stesso modo il marito non ha potere sul proprio corpo, ma la moglie. 5 Non privatevi l'uno dell'altro, se non di comune accordo, per un tempo, per dedicarvi alla preghiera; e poi ritornate insieme, perché Satana non vi tenti a motivo della vostra incontinenza ... e i suoi interessi sono divisi. La donna senza marito o vergine si dà pensiero delle cose del Signore, per essere consacrata a lui nel corpo e nello spirito; mentre la sposata si dà pensiero delle cose del mondo, come potrebbe piacere al marito ... Ma se uno crede far cosa indecorosa verso la propria figliola nubile se ella passi il fior dell'età, e se così bisogna fare, faccia quello che vuole; egli non pecca; la dia a marito" (1 Corinzi 7:2-5,34,36);
- "Il vostro parlare sia sempre con grazia, condito con sale, per sapere come dovete rispondere a ciascuno" (Colossesi 4:6);
- "...quando avranno considerato la vostra condotta casta e rispettosa" (1 Pietro 3:2).
Commento
La domanda numero settanta del Catechismo minore di Westminster chiede: "Qual è il settimo comandamento?" Il settimo comandamento è: «Non commettere adulterio» (Esodo 20:14). Un primo commento lo troviamo nella domanda numero settantuno, che chiede: "Che cosa esige il settimo comandamento?". Ad essa risponde: "Il settimo comandamento esige la preservazione della castità propria e del nostro prossimo, in cuore, parola e comportamento". Ha a che fare principalmente sul custodire il dono della fedeltà nei rapporti fra uomo e donna nell'ambito del matrimonio, ma si estende al concetto di purezza che troviamo ribadito nel Nuovo Testamento, ad esempio quando Gesù dice: «Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.» (Matteo 5:8).
Il settimo comandamento protegge la santità delle relazioni così come Dio le ha istituite. Non si limita a proibire l’adulterio in senso stretto, ma richiede una castità integrale, che coinvolge l’intera persona: cuore, parole e comportamento. La Scrittura insegna che il peccato non nasce prima nelle azioni, ma negli affetti e nei desideri disordinati. Per questo la legge di Dio va più in profondità delle norme sociali: essa mira alla purezza interiore, da cui scaturisce una condotta retta. In prospettiva riformata, la castità non è una virtù negativa o repressiva, ma una forma di amore ordinato, che onora Dio, rispetta il prossimo e custodisce il dono del corpo. Essa riguarda ogni stato di vita, non solo il matrimonio, e chiama ciascuna persona a vivere sotto il governo della grazia, non delle passioni.
La cultura oggi prevalente banalizza l’intimità e riduce il corpo a strumento di consumo. Il settimo comandamento, invece, ci ricorda che il corpo ha un significato morale e spirituale, ed è destinato a glorificare Dio. Custodire la castità significa andare controcorrente, ma anche ritrovare la libertà autentica che nasce dall’ubbidienza alle regple che Dio ha stabilito per l'essere umano anche in campo sessuale. Questo comandamento ci invita anche a vigilare su ciò che guardiamo, diciamo e desideriamo. Non si tratta di moralismo, ma di realismo spirituale: ciò che tolleriamo nel cuore prima o poi plasmerà la nostra vita. La fedeltà, coltivata quotidianamente, diventa così una testimonianza luminosa dell’Evangelo in un mondo confuso.
🙏 Preghiamo. Signore santo, insegnaci a custodire il cuore, le parole e il comportamento nella purezza che Tu desideri. Donaci uno sguardo limpido, un parlare sobrio e una vita che Ti onori. Rinnova in noi il desiderio di piacerti più di ogni altra cosa, per amore di Cristo. Amen.