Confessioni di fede/Westminster/Catechismo minore/cmw025

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Indice generale

Catechismo minore di Westminster

Domande:1- 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22 - 23 - 24 - 25 - 26 - 27 - 28 - 29 - 30 - 31 - 32 - 33 - 34 - 35 - 36 - 37 - 38 - 39 - 40 - 41 - 42 - 43 - 44 - 45 - 46 - 47 - 48 - 49 - 50 - 51 - 52 - 53 - 54 - 55 - 56 - 57 - 58 - 59 - 60 - 61 - 62 - 63 - 64 - 65 - 66 - 67 - 68 - 69 - 70 - 71 - 72 - 73 - 74 - 75 - 76 - 77 - 78 - 79 -80 - 81 - 82 - 83 - 84 - 85 - 86 - 87 - 88 - 89 - 90 - 91 - 92 - 93 - 94 - 95 - 96 - 97 - 98 - 99 - 100 - 101 - 102 - 103 - 104 - 105 - 106 - 107-  

25. D. In che modo Cristo esegue il compito di Sacerdote?

R. Cristo esegue il compito di Sacerdote, nell'offrire Sé stesso per soddisfare la giustizia divina, riconciliandoci con Dio e nell'intercedere per noi in perpetuo.

Riferimento biblico

  • "... quanto più il sangue di Cristo, che mediante lo Spirito eterno offrì se stesso puro di ogni colpa a Dio, purificherà la nostra coscienza dalle opere morte per servire il Dio vivente! ... così anche Cristo, dopo essere stato offerto una volta sola per portare i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza peccato, a coloro che lo aspettano per la loro salvezza ... Tu lo hai fatto di poco inferiore agli angeli; lo hai coronato di gloria e d'onore" (Ebrei 9:14,28; 2:7).

Commento

La domanda numero 25 del Catechismo minore d Westminster chiede: "In che modo Cristo esegue il compito di Sacerdote?". Ad essa risponde: "Cristo esegue il compito di Sacerdote, nell'offrire Sé stesso per soddisfare la giustizia divina, riconciliandoci con Dio e nell'intercedere per noi in perpetuo".

"Il Sacerdote che offre sé stesso" è un titolo conveniente per i concetti che il catechismo qui presenta. Potrebbe essere evidenziato, tra gli altri, dal versetto di Ebrei 9:12, che dice: ''...e non con sangue di capri e di vitelli, ma con il proprio sangue, è entrato una volta per sempre nel santuario, avendo acquistata una redenzione eterna''.

Cristo, il nostro Sommo Sacerdote, adempie un ufficio, compito, un ruolo, che unisce in sé sacrificio e intercessione. Nel sacrificio Egli offre Sé stesso, non un animale o un dono materiale, ma la Sua stessa vita, «una volta per sempre» (Ebrei 10:10). Tale sacrificio non è simbolico, ma reale ed efficace: soddisfa pienamente la giustizia divina, perché è l’offerta perfetta dell’innocente al posto dei colpevoli.

L’effetto di quest’opera è la riconciliazione tra Dio e le persone peccatrici: ciò che la colpa e il peccato avevano spezzato, Cristo lo riunisce nel Suo sangue. Ma la Sua funzione sacerdotale non si ferma al sacrificio: Egli intercede continuamente per noi (Romani 8:34; Ebrei 7:25). In cielo, il Suo ministero prosegue: presenta la Sua opera compiuta al Padre, assicurando che nessuna accusa possa più separarci dal Suo amore.

Ogni sacerdote terreno doveva offrire sacrifici ripetuti, ma Cristo ha compiuto un solo sacrificio perfetto che non deve più essere ripetuto. In Lui abbiamo un Sacerdote che non solo ha offerto, ma si è offerto. Egli non porta sangue altrui, ma il proprio; non entra in un tempio fatto da mani d’uomo, ma nella stessa presenza di Dio.

Quando la nostra coscienza ci accusa, ricordiamo che Cristo intercede ancora per noi: la Sua voce in cielo è la nostra difesa. Il cristiano vive nella pace del perdono perché il suo Avvocato non dorme, non dimentica, non si stanca. Ogni volta che cadiamo, la Sua grazia ci rialza, perché il prezzo è stato pagato e l’intercessione continua. Chi conosce un tale Sacerdote non ha più bisogno di mediatori umani, né di riti che suppliscano a quanto è già per lui avvenuto su quella croce. Tutto è compiuto — e in Cristo il cielo è già aperto.


Preghiamo. Signore Gesù, mio eterno Sacerdote, Tu hai offerto te stesso per me e continui a pregare per me presso il Padre. Fa’ che viva nella gratitudine e nella pace della Tua redenzione, affidando a Te ogni colpa, ogni peso, ogni paura. Fa’ che la mia vita diventi un sacrificio di lode al Tuo nome. Amen.

Ulteriore commento

Cristo esplica la funzione di sacerdote, nell'offrire una volta per sempre sé stesso come sacrificio atto a soddisfare la giustizia di Dio e a riconciliarci con Dio, nonché nell'intercedere incessantemente per noi. Cristo offre sé stesso in sacrificio per rendere giuridicamente possibile la salvezza di coloro che Dio ha predestinato alla salvezza. E' la dottrina riformata della "redenzione limitata". Gesù è morto per salvare il suo popolo dai suoi peccati (Matteo 1:21). Il sangue di Cristo è prezioso, è di valore illimitato, e, per quanto possa sembrare strano, i benefici della morte di Cristo vengono offerti a tutti coloro che odono l'Evangelo, siano essi eletti oppure no. Ciononostante, coloro che di fatto accolgono l'Evangelo per la loro salvezza sono coloro che Dio Padre ha affidato a Cristo affinché fossero salvati (Giovanni 17:2; 6; 10:15; 6:38,39; 17:9,10). Il versetto: "Egli è la propiziazione per i nostri peccati; e non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo" (1 Giovanni 2:2) non significa che Cristo è morto per tutti senza eccezione, ma che Cristo è morto per moltissime persone, da tutte le nazioni del mondo, e non solo per pochi o per una nazione soltanto. Dobbiamo predicare l'Evangelo ad ogni nazione perché Dio ha persone in ogni nazione per cui Cristo è morto. Dobbiamo chiamare ogni individuo a ravvedersi e a credere perché non sappiamo chi sia scritto nel libro della vita.