Confessioni di fede/Westminster/Catechismo minore/cmw068
Catechismo minore di Westminster |
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68. D. Che cosa esige da noi il sesto comandamento?
R. Il sesto comandamento esige da noi ogni legittimo e ragionevole sforzo per preservare la nostra e l'altrui vita.
Riferimenti biblici
- "Allo stesso modo anche i mariti devono amare le loro mogli, come la loro propria persona. Chi ama sua moglie ama se stesso. Infatti nessuno odia la propria persona, anzi la nutre e la cura teneramente, come anche Cristo fa per la chiesa" (Efesini 5:28-29);
- "...e quando Izebel sterminava i profeti del SIGNORE, Abdia aveva preso cento profeti, li aveva nascosti cinquanta in una spelonca e cinquanta in un'altra, e li aveva nutriti con pane e acqua" (1 Re 18:4).
Commento
La domanda 67 del Catechismo minore di Westminster chiede: "Qual è il sesto comandamento?". Ad esso risponde: "Il sesto comandamento è: «Non uccidere» (Esodo 20:13). Questo comandamento è spiegato dalla domanda 68, che chiede: "Che cosa esige da noi il sesto comandamento?", alla quale risponde: "Il sesto comandamento esige da noi ogni legittimo e ragionevole sforzo per preservare la nostra e l’altrui vita".
Il sesto comandamento, nella sua formulazione breve e solenne, protegge il valore sacro della vita umana, creata a immagine di Dio. Non si limita a proibire l’omicidio in senso stretto, ma afferma un principio più ampio: la vita non ci appartiene in modo assoluto, bensì è un dono affidato alla nostra custodia responsabile. Per questo il Catechismo parla positivamente di ogni legittimo e ragionevole sforzo per preservare la vita, sia la nostra sia quella altrui.
In prospettiva riformata classica, questo comandamento include non solo l’astenersi dalla violenza ingiusta, ma anche il dovere di promuovere ciò che favorisce la vita: la pace, la giustizia, la cura del prossimo, la moderazione, la responsabilità personale. Allo stesso tempo, esclude ogni forma di disprezzo della vita, sia attraverso l’atto diretto, sia mediante l’indifferenza, l’odio coltivato nel cuore o la negligenza colpevole.
Viviamo in un tempo che, a parole, esalta la vita, ma nei fatti spesso la riduce a valore negoziabile. Il sesto comandamento ci richiama a una sapienza antica e sempre attuale: la vita va custodita prima ancora che difesa, amata prima ancora che rivendicata. Questo riguarda il modo in cui trattiamo il nostro corpo, il nostro prossimo, i più deboli, ma anche il modo in cui parliamo, giudichiamo e reagiamo.
Preservare la vita significa talvolta rinunciare a una parola aspra, a un risentimento coltivato, a una vendetta silenziosa. Significa scegliere vie di riconciliazione, di cura, di pazienza. È una vocazione quotidiana, concreta, spesso nascosta, che riflette il carattere di Dio stesso, «che non gode della morte di nessuno, ma che ci chiama a vivere».
🙏 Preghiera. Signore, Dio della vita, insegnaci a stimare il dono che ci hai affidato. Custodisci i nostri cuori da ogni violenza, visibile o nascosta, e rendici strumenti di pace, di cura e di bene. Aiutaci a preservare la vita, nostra e altrui, per la tua gloria e per il bene delle persone che poni sul nostro cammino. Amen.