Confessioni di fede/Westminster/Catechismo minore/cmw034
Catechismo minore di Westminster |
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34. D. Che cos'è l'Adozione?
R. L'Adozione è un atto della Grazia gratuita di Dio per la quale siamo ricevuti nel numero dei figli di Dio ottenendone tutti i privilegi.
Riferimenti biblici
- "Vedete quale amore ci ha manifestato il Padre, dandoci di essere chiamati figli di Dio! E tali siamo. Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui" (1 Giovanni 3:1);
- "...ma a tutti quelli che l'hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figli di Dio: a quelli, cioè, che credono nel suo nome" (Giovanni 1:12);
- "Se siamo figli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo, se veramente soffriamo con lui, per essere anche glorificati con lui" (Romani 8:17).
Commento
La domanda numero 34 del Catechismo minore di Westminster chiede: "Che cos'è l'Adozione?". Ad essa risponde: "L'Adozione è un atto della Grazia gratuita di Dio per la quale siamo ricevuti nel numero dei figli di Dio ottenendone tutti i privilegi".
Tutto questo equivale ad affermare che Dio, nella Sua immensa misericordia, è stato disposto in Cristo a considerarci come Suoi figli, e non tanto come ospiti! La differenza è grandissima. Tra i molti testi biblici al riguardo, vi è Giovanni 1:12, che afferma: "a tutti quelli che l'hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, a quelli, cioè, che credono nel suo nome".
L’Adozione è un atto sovrano e pieno d’amore con cui Dio non solo ci perdona (giustificazione) e non solo ci cambia interiormente (santificazione), ma ci accoglie nella Sua famiglia. È un atto giuridico e relazionale: giuridico, perché ci dà il “diritto” di essere figli; relazionale, perché ci introduce in una comunione di amore con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.
I Padri riformati amavano dire: “Dio non si limita a liberarci, ma ci prende in casa”. E questo trasforma tutto: il nostro modo di pregare, di pensare la vita, di affrontare le prove. Se siamo figli, allora abbiamo un Padre che ci ascolta, ci corregge, ci custodisce, e ci prepara un’eredità eterna.
Nella cultura contemporanea, tanti cercano identità, appartenenza, un “posto” dove sentirsi riconosciuti. Ma quante identità sono fragili, provvisorie, legate al successo, al consenso, al ruolo sociale! L’Adozione divina, invece, ci offre una identità stabile, sicura, che non dipende da noi ma dalla fedeltà di Dio.
Quando il credente dice: “Sono figlio di Dio”, non sta facendo un’affermazione sentimentale, né è qualcosa di affatto "scontato", ma una dichiarazione basata sulla promessa di Cristo. Nulla può togliere questo privilegio: né fallimenti, né debolezze, né giudizi umani. Essere figli di Dio significa anche imparare lo stile della casa del Padre: la fiducia, la verità, la santità, la gratitudine. Viviamo in un mondo che tende a smarrire le radici; l’Adozione ci ricorda chi siamo e a chi apparteniamo, e ci chiama a testimoniare questa identità con serenità e fermezza.
🙏 Preghiera. Padre nostro, ti ringraziamo perché, per pura grazia, ci hai accolti come tuoi figli. Fa’ che viviamo ogni giorno con la gioia e la dignità di questa chiamata. Insegnaci a fidarci del tuo amore, a cercare la tua volontà, e a somigliare sempre più al tuo Figlio Gesù Cristo, nel quale abbiamo ricevuto questo dono meraviglioso. Amen.
Ulteriore commento
L'adozione è un atto della grazia di Dio, per la quale noi veniamo accolti a far parte dei numero dei figlioli di Dio acquisendo così il diritto ai privilegi che questa condizione comporta. L'Adozione segue la Giustificazione nell'ordine logico delle cose: Dio infatti non può accogliere alcuno nella sua famiglia senza che prima sia reso giusto davanti a Lui. E' importante sottolineare, di fronte agli errori moderni, che, se pure per natura noi siamo creature di Dio, noi non siamo necessariamente figli di Dio. Noi possiamo parlare solo nei termini di "divenire figli adottivi di Dio". Uno solo è il Figlio di Dio, della stessa natura e sostanza del Padre: Gesù Cristo. Noi però possiamo entrare nell'ambito della famiglia di Dio e dei privilegi e responsabilità conseguenti, solo quando Dio "ci adotta" di Sua iniziativa e quando noi rispondiamo favorevolmente. Giovanni dice chiaramente: "ma a tutti quelli che l'hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figlioli di Dio; a quelli cioè che credono nel suo nome, i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, ma sono nati da Dio" (Giovanni 1:13,14).