Confessioni di fede/Westminster/Catechismo minore/cmw090

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Indice generale

Catechismo minore di Westminster

Domande:1- 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22 - 23 - 24 - 25 - 26 - 27 - 28 - 29 - 30 - 31 - 32 - 33 - 34 - 35 - 36 - 37 - 38 - 39 - 40 - 41 - 42 - 43 - 44 - 45 - 46 - 47 - 48 - 49 - 50 - 51 - 52 - 53 - 54 - 55 - 56 - 57 - 58 - 59 - 60 - 61 - 62 - 63 - 64 - 65 - 66 - 67 - 68 - 69 - 70 - 71 - 72 - 73 - 74 - 75 - 76 - 77 - 78 - 79 -80 - 81 - 82 - 83 - 84 - 85 - 86 - 87 - 88 - 89 - 90 - 91 - 92 - 93 - 94 - 95 - 96 - 97 - 98 - 99 - 100 - 101 - 102 - 103 - 104 - 105 - 106 - 107-  

90. D. In che modo si deve leggere ed udire la Parola affinché essa divenga efficace per la salvezza?

R. Affinché la Parola divenga efficace per la salvezza, dobbiamo prestarvi attenzione con ogni diligenza, preparazione e preghiera; riceverla con fede ed amore, custodirla nel nostro cuore ed esprimerla nella nostra vita.

Riferimento biblico

  • "Beato l'uomo che mi ascolta, che veglia ogni giorno alle mie porte, che vigila alla soglia della mia casa!" (Proverbi 8:34);
  • "Sbarazzandovi di ogni cattiveria, di ogni frode, dell'ipocrisia, delle invidie e di ogni maldicenza, come bambini appena nati, desiderate il puro latte spirituale, perché con esso cresciate per la salvezza" (1 Pietro 2:1-2);
  • "Apri i miei occhi, e contemplerò le meraviglie della tua legge" (Salmi 119:18);
  • "Poiché a noi come a loro è stata annunciata una buona notizia; a loro però la parola della predicazione non giovò a nulla non essendo stata assimilata per fede da quelli che l'avevano ascoltata" (Ebrei 4:2);
  • "...con ogni tipo d'inganno e d'iniquità a danno di quelli che periscono perché non hanno aperto il cuore all'amore della verità per essere salvati" (2 Tessalonicesi 2:10);
  • "Ho conservato la tua parola nel mio cuore per non peccare contro di te" (Salmi 119:11);
  • "E quello che è caduto in un buon terreno sono coloro i quali, dopo aver udito la parola, la ritengono in un cuore onesto e buono, e portano frutto con perseveranza" (Luca 8:15);
  • "Ma chi guarda attentamente nella legge perfetta, cioè nella legge della libertà, e in essa persevera, non sarà un ascoltatore smemorato ma uno che la mette in pratica; egli sarà felice nel suo operare" (Giacomo 1:25).

Commento

La domanda numero 90 del Catechismo minore di Westminster chiede: "In che modo si deve leggere ed udire la Parola affinché essa divenga efficace per la salvezza?". Ad essa risponde: "Affinché la Parola divenga efficace per la salvezza, dobbiamo prestarvi attenzione con ogni diligenza, preparazione e preghiera; riceverla con fede ed amore, custodirla nel nostro cuore ed esprimerla nella nostra vita".

La Parola di Dio va accolta, custodita, vissuta. Gesù parla di come deve essere accolta da un terreno fecondo: "E quello che è caduto in un buon terreno sono coloro i quali, dopo aver udito la parola, la ritengono in un cuore onesto e buono, e portano frutto con perseveranza" (Luca 8:15);

Questa risposta completa e armoniosa mette in luce che l’efficacia salvifica della Parola non dipende solo dal contenuto oggettivo di ciò che Dio dice, ma anche dal modo in cui la Parola viene accolta. Non nel senso che l’essere umano la renda efficace, bensì che lo Spirito opera ordinariamente attraverso mezzi ben definiti.

Il Catechismo indica quattro movimenti essenziali:

  1. Preparazione diligente e preghiera – La Parola non si ascolta distrattamente. Ci si dispone interiormente, riconoscendo che è Dio stesso a parlare.
  2. Ricezione con fede ed amore – La Parola va accolta come vera e buona, degna di fiducia e di obbedienza.
  3. Custodia nel cuore – Essa deve dimorare interiormente, essere meditata, ricordata, assimilata.
  4. Espressione nella vita – La Parola che salva è anche Parola che trasforma. Dove non c’è frutto visibile, l’ascolto resta incompleto.

Qui emerge una visione profondamente biblica: la Parola non è un’informazione da accumulare, ma una voce viva che chiede risposta.

Viviamo in un tempo in cui si ascolta molto, ma si ascolta male. Anche nelle chiese, la Parola rischia di essere trattata come un’abitudine religiosa, un rumore di fondo. Il Catechismo ci richiama invece a un ascolto responsabile, consapevole, orante.

Ogni volta che apriamo la Scrittura o ci poniamo sotto la predicazione, siamo davanti a un bivio: o lasciamo che la Parola ci giudichi e ci rinnovi, oppure la neutralizziamo con la distrazione, l’indifferenza o la selettività. Custodire la Parola nel cuore significa darle tempo, spazio, priorità. Viverla significa permetterle di correggere le nostre abitudini, i nostri criteri, i nostri affetti.

Non è l’ascolto frequente che salva, ma l’ascolto obbediente. La fede vera non si limita ad assentire: si traduce in una vita riformata dalla verità di Dio.

🙏 Preghiera. Signore, donaci un cuore preparato ad ascoltare la Tua Parola. Liberaci dalla superficialità e dall’abitudine. Fa’ che la riceviamo con fede viva e con amore sincero, che la custodiamo interiormente e che essa si manifesti nella nostra vita quotidiana, a gloria del Tuo Nome e per il nostro bene eterno. Amen.

Ulteriore commento

La predicazione della Parola di Dio ritiene nella chiesa la sua priorità: essa è molto più importante dei sacramenti. I sacramenti da soli non comportano un chiaro messaggio per la persona non istruita. La Parola annunciata è il mezzo ordinario che Dio usa per convertire e convincere i peccatori. Persino la lettura privata da sé non è normalmente sufficiente (Confronta: Atti 17:11,12). Non è però nemmeno la Parola che ha in sé questo potere, ma solo nella misura che essa viene utilizzata sovranamente dallo Spirito Santo. Senza un'opera diretta dello Spirito Santo nel cuore dell'uditore, la gente potrà anche udire ed apprezzare la parola udita (Ezechiele 33:32), ma non per questo esserne convinta e convertita. Questo non toglie la responsabilità dell'uditore! Gesù disse: "Badate dunque come ascoltate!" (Luca 8:18). E' inoltre nostro dovere perseverare nell'essere esposti personalmente e spesso alla Parola di Dio, studiandola diligentemente, coscienti proprio della nostra debolezza e dimentichevolezza. Dobbiamo radicarci bene nella Parola per non essere portati qui e là "da ogni vento di dottrina" (Efesini 4:14).

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