Confessioni di fede/Westminster/Catechismo minore/cmw080
Catechismo minore di Westminster |
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80. D. Che cosa si esige nel decimo comandamento?
R. Il decimo comandamento esige che noi ci si soddisfi della condizione in cui siamo con una disposizione d'animo giusta e caritatevole verso il nostro prossimo e tutto ciò che gli appartiene.
Riferimenti biblici
- "La vostra condotta non sia dominata dall'amore del denaro; siate contenti delle cose che avete; perché Dio stesso ha detto: «Io non ti lascerò e non ti abbandonerò»" (Ebrei 13:5);
- "La pietà, con animo contento del proprio stato, è un grande guadagno" (1 Timoteo 6:6);
- "...se mi sono rallegrato della sciagura del mio nemico e ho esultato quando gli è piombata la sventura" (Giobbe 31:29);
- "Rallegratevi con quelli che sono allegri; piangete con quelli che piangono" (Romani 12:15);
- "Lo scopo di questo incarico è l'amore che viene da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede sincera" (1 Timoteo 1:5);
- "L'amore è paziente, è benevolo; l'amore non invidia; l'amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s'inasprisce, non addebita il male, non gode dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa" (1 Corinzi 13:4-7).
Commento
La domanda numero 79 del Catechismo minore di Westminster chiede: "Qual è il decimo comandamento?". Ad essa risponde: "Il decimo comandamento è: «Non concupire la casa del tuo prossimo; non concupire la moglie del tuo prossimo; né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna che sia del tuo prossimo» (Esodo 20:17). Ad essa si accompagna la domanda 80 che chiede: "Che cosa si esige nel decimo comandamento?". Ad essa risponde: "Il decimo comandamento esige che noi ci si soddisfi della condizione in cui siamo con una disposizione d’animo giusta e caritatevole verso il nostro prossimo e tutto ciò che gli appartiene".
In evidenza in questo comandamento è la necessità che si abbia un cuore appagato di fronte a Dio. Un buon commento ce lo dà il Nuovo Testamento: «Avendo di che nutrirci e di che coprirci, saremo di questo contenti» (1 Timoteo 6:8).
Il decimo comandamento è unico nel suo genere: non si limita a regolare parole o azioni, ma va alla radice del peccato, il cuore. Qui la legge di Dio non si accontenta di un comportamento esteriore corretto; essa giudica e governa i desideri, le aspirazioni interiori, ciò che segretamente coltiviamo dentro di noi. La concupiscenza non è semplicemente il desiderio di ciò che è illecito, ma anche l’insoddisfazione del cuore, il malcontento che nasce dal confrontarsi con l’altro e dal misurare la propria vita su ciò che non si possiede. In questo senso, il decimo comandamento abbraccia e riassume tutti gli altri, perché smaschera la fonte da cui scaturiscono furto, adulterio, menzogna, violenza. La risposta del Catechismo è profondamente positiva: Dio non chiede solo di reprimere un impulso, ma di coltivare una disposizione d’animo giusta e caritatevole, fondata sull’appagamento nella condizione in cui Egli ci ha posti. Questo appagamento non è rassegnazione passiva, ma fiducia attiva nella sapienza e bontà della provvidenza divina.
Viviamo in una cultura che alimenta sistematicamente il desiderio insoddisfatto. Pubblicità, confronto sociale, competizione continua ci insegnano a guardare sempre “la casa del prossimo”, reale o virtuale. Il decimo comandamento ci invita invece a tornare a casa, al cuore, e a domandarci: di che cosa mi nutro interiormente? Il cuore appagato non nasce spontaneamente: è il frutto di una relazione viva con Dio. Solo chi sa di essere ricco in Cristo può imparare a gioire dei beni altrui senza invidia, a benedire senza confrontarsi, a desiderare senza divorare. Qui il comandamento diventa anche una promessa: Dio può donarci un cuore pacificato, libero, riconciliato. In una prospettiva orientata al futuro, questo comandamento ci educa a vivere già ora secondo la logica del Regno che viene, dove Dio sarà tutto in tutti e nulla mancherà a chi vive alla Sua presenza.
🙏 Preghiera. Signore Dio, Tu che conosci il mio cuore più di quanto io stesso lo conosca, liberami dall’inquietudine del desiderio disordinato e donami un cuore semplice e riconoscente. Insegnami a gioire di ciò che Tu mi affidi, a benedire il bene del mio prossimo e a trovare la mia gioia in Te solo. Per Gesù Cristo, mio Signore. Amen.