Confessioni di fede/Westminster/Catechismo minore/cmw083
Catechismo minore di Westminster |
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83. D. Tutte le violazioni della legge sono ugualmente gravi?
R. Alcuni peccati in sé stessi, ed in ragione di diverse aggravanti, al cospetto di Dio sono più gravi di altri.
Riferimento biblico
- "Egli mi disse: «Figlio d'uomo, vedi ciò che fanno costoro? le grandi abominazioni che la casa d'Israele commette qui, perché io mi allontani dal mio santuario? Ma tu vedrai altre abominazioni ancora più grandi» ... Poi mi disse: «Tu vedrai altre abominazioni, ancora più grandi, che costoro commettono» ... Egli mi disse: «Hai visto, figlio d'uomo? Tu vedrai abominazioni ancora più grandi di queste»." (Ezechiele 8:6,13,15);
- "Se qualcuno vede suo fratello commettere un peccato che non conduca a morte, preghi, e Dio gli darà la vita: a quelli, cioè, che commettono un peccato che non conduca a morte. Vi è un peccato che conduce a morte; non è per quello che dico di pregare"'' (1 Giovanni 5:16);
- "Ma essi continuarono a peccare contro di lui, a ribellarsi contro l'Altissimo, nel deserto ... Con tutto ciò peccarono ancora, non prestando fede ai suoi prodigi ... Ma essi tentarono il Dio altissimo, si ribellarono e non osservarono i suoi statuti" (Salmi 78:17,32,56).
Commento
La domanda numero 83 del Catechismo minore di Westminster chiede: "Tutte le violazioni della legge sono ugualmente gravi?". Ad essa risponde: "Alcuni peccati in sé stessi, ed in ragione di diverse aggravanti, al cospetto di Dio sono più gravi di altri".
Ovvio? Si, ma riflettiamoci su bene. Gesù disse a Giuda, il discepolo che l'aveva tradito: "“«Chi mi ha consegnato nelle tue mani ha peccato più gravemente»" (Giovanni 19:11).
La Scrittura insegna con chiarezza che ogni peccato è vera trasgressione della legge di Dio e merita la Sua giusta condanna. Tuttavia, non tutti i peccati sono ugualmente gravi. Questa risposta del Catechismo riflette un insegnamento biblico equilibrato e realistico.
Vi sono peccati più gravi:
- per la loro natura (ad esempio, quelli che colpiscono direttamente la vita, la verità, il culto dovuto a Dio);
- per le circostanze in cui sono commessi (con maggiore conoscenza, deliberazione o ostinazione);
- per la persona che li compie (chi ha maggiori responsabilità, autorità o luce ricevuta);
- per le conseguenze che producono sugli altri (scandalo, danno, corruzione).
Gesù stesso parla di un “peccato più grave”, mostrando che Dio non giudica in modo appiattito o astratto, ma con perfetta giustizia e discernimento.
Questa distinzione non attenua la serietà del peccato “minore”, ma evita due errori opposti:
- da un lato, banalizzare il peccato, come se tutto fosse indifferente;
- dall’altro, livellare tutto, come se non vi fosse alcuna differenza morale tra le colpe.
Questa domanda ci invita a uno sguardo sobrio e responsabile su noi stessi. È facile usare questa dottrina per confrontarci con gli altri; è invece salutare usarla per esaminare il nostro cuore. Abbiamo ricevuto molta luce? Allora anche le nostre cadute sono più gravi. Abbiamo responsabilità verso altre persone? Allora i nostri peccati non restano mai solo “privati”.Allo stesso tempo, questa distinzione mette in risalto la sapienza e la misericordia di Dio: Egli non giudica in modo meccanico, ma conosce i cuori, le intenzioni, le circostanze. E proprio perché alcuni peccati sono più gravi, Cristo è un Salvatore ancora più necessario, poiché ha portato su di sé ogni colpa, anche la più aggravata. In un’epoca che oscilla tra il “nulla è peccato” e il “tutto è imperdonabile”, la fede cristiana mantiene una via antica e sempre attuale: ogni peccato è serio, ma Dio è giusto e misericordioso.
Preghiera. Signore giusto e santo, insegnaci a prendere sul serio il peccato, senza minimizzarlo né usarlo per giudicare gli altri. Donaci un cuore sensibile alla Tua legge e riconoscente per la grazia di Cristo, che ha portato anche le nostre colpe più gravi. Amen.