Confessioni di fede/Westminster/Catechismo minore/cmw072
Catechismo minore di Westminster |
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72. D. Che cosa si proibisce nel settimo comandamento?
R. Nel settimo comandamento si proibisce ogni pensiero, parola ed azione impudica.
Riferimenti biblici
- "Poiché dal cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni ... Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore" (Matteo 15:19; 5:28);
- "Come si addice ai santi, né fornicazione, né impurità, né avarizia, sia neppure nominata tra di voi; né oscenità, né parole sciocche o volgari, che sono cose sconvenienti; ma piuttosto abbondi il ringraziamento" (Efesini 5:3-4).
Commento
La domanda 72 del Catechismo minore di Westminster chiede: "Che cosa si proibisce nel settimo comandamento?". Ad essa risponde: "Nel settimo comandamento si proibisce ogni pensiero, parola ed azione impudica".
Il settimo comandamento non si limita a proibire l’adulterio come atto esteriore, ma abbraccia l’intera persona: mente, linguaggio e comportamento. La legge di Dio, come sempre, va alla radice. Non si accontenta di una correttezza esterna, ma giudica anche ciò che nasce nel cuore. Pensieri coltivati, parole allusive o volgari, atteggiamenti e pratiche che degradano la sessualità: tutto ciò rientra in ciò che la Scrittura chiama impurità. Gesù stesso chiarisce questo punto nel Discorso sul Monte, mostrando che il peccato sessuale non comincia nel corpo, ma nello sguardo e nel desiderio disordinato. Il comandamento, dunque, difende la dignità della persona, il valore del matrimonio e la santità del corpo, che appartiene al Signore.
In una società ossessionata com'è la nostra dal sesso, il termine "impudicizia" suona persino ridicola. Il cristiano, però, è chiamato ad uno stile di vita che rispetti i limiti e le finalità dell'attività sessuale. Senza essere necessariamente "sessuofobi" o peggio, ipocriti, la Parola di Dio ci dice, a ragion veduta e per il nostro stesso bene: "Come si addice ai santi, né fornicazione, né impurità, né avarizia, sia neppure nominata tra di voi; né oscenità, né parole sciocche o volgari, che sono cose sconvenienti; ma piuttosto abbondi il ringraziamento" (Efesini 5:3-4).
Viviamo in una cultura che banalizza l’impurità e la presenta come libertà. Il settimo comandamento, invece, ci ricorda che la vera libertà non consiste nel seguire ogni impulso, ma nel vivere secondo il disegno buono e sapiente di Dio. Custodire i pensieri, sorvegliare le parole, disciplinare il corpo non è repressione, ma protezione del cuore.
Questo precetto ci conduce anche all’Evangelo: chi può dire di essere puro in sé? Proprio per questo siamo chiamati a guardare a Cristo, il solo puro, che ci perdona, ci rinnova e ci insegna a vivere una vita trasformata. La santità cristiana non nasce dallo sforzo isolato, ma da una comunione viva con Lui.
Preghiamo. Signore santo e misericordioso, riconosciamo la fragilità dei nostri cuori e dei nostri pensieri. Purificaci mediante la grazia di Cristo e donaci uno spirito vigilante e sobrio.vInsegnaci a usare il corpo, le parole e la mente per la tua gloria e per il bene del prossimo. Amen.
Ulteriore commento
Non c'è nulla di male nel sesso, né è sbagliato soddisfare il proprio impulso sessuale nei limiti stabiliti da Dio. Il sesto comandamento proibisce l'abuso e la perversione della sessualità, la soddisfazione illecita del proprio impulso sessuale. Qui è proibito:
- il rapporto sessuale fuori dal matrimonio (fornicazione). "Se un uomo trova una fanciulla vergine che non sia fidanzata, e l'afferra, e si giace con lei... ella sarà sua moglie, perché l'ha disonorata" (Deuteronomio 22:28,29);
- l'adulterio, cioè l'avere rapporti sessuali con una persona sposata;
- la bestialità, cioè avere rapporti sessuali con un animale;
- l'omosessualità, cioè avere rapporti sessuali con una persona dello stesso sesso. "Non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole" (Le.18:22).
Come Dio ci rende capaci ad essere padroni del nostro impulso sessuale?
- Ad alcuni Dio ha dato il dono della continenza, la capacità di astenersene (Matteo 19:12),
- Per la maggioranza però è il matrimonio il mezzo che Dio ha fornito per controllare l'impulso sessuale. In ogni caso esso deve essere solo "nel Signore", cioè fra due credenti (1 Corinzi 7:39).
Ad infrangere però il settimo comandamento non è solo l'atto esteriore, ma pure, per Gesù, il pensiero, l'intenzione; l'adulterio comincia dal cuore (Matteo 5:28). Per questa ragione dobbiamo resisterne gli inizi, non cadere in tentazione. Promuovere infine un giusto atteggiamento verso il sesso è di capitale importanza in una società come la nostra dove gli scrupoli e i limiti paiono cadere l'uno dopo l'altro.